Inter, Oaktree è già in cerca di acquirenti

Se Zhang non restituirà il prestito il fondo pignorerà le azioni del club per poi rivendere subito: Goldman Sachs sonda il mercato?
Inter, Oaktree è già in cerca di acquirenti© Inter via Getty Images
5 min
Alessandro F. Giudice
TagsInterSuningOaktree

MILANO - Se le indiscrezioni riportate ieri da Il Sole-24 Ore saranno confermate, ripartirà presto la ricerca di un nuovo acquirente per l’Inter. Secondo il quotidiano finanziario, Goldman Sachs starebbe per inviare agli investitori un teaser, cioè un documento che tratteggia le caratteristiche della potenziale acquisizione. Il nuovo impulso verrebbe da un disinteresse del fondo Oaktree Capital che, diversamente da Elliott, non avrebbe particolare interesse a rilevare la maggioranza dell’Inter qualora maturassero le condizioni per azionare il pegno.

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Nel maggio 2021, Oaktree aveva concesso a Zhang un prestito da 271 milioni con interessi al 12% e un meccanismo PIK (payment in kind) che aggiunge interessi al capitale. Alla fine del 2021, il debito aveva raggiunto i 292 milioni. La catena di controllo nerazzurra è complessa: la capogruppo FC Internazionale SpA è controllata (68,5%) dalla holding lussemburghese Great Horizon che a sua volta ha conferito le azioni dell’Inter a un’altra holding denominata Grand Tower, rilevandone le azioni che ha conferito a un’altra holding denominata Grand Sunshine. Il risultato è che Great Horizon (Zhang) controlla Grand Sunshine che possiede Grand Tower che detiene, a sua volta, le azioni dell’Inter. Oaktree ha erogato il prestito a Grand Tower, prendendone in pegno le azioni: azionasse il pegno rileverebbe Grand Tower controllando quindi l’Inter. Il restante 31,1% del club è in mano a Lion Rock, fondo di Hong Kong dietro il quale vi sarebbe, secondo alcuni, lo stesso Zhang. Anche le quote di Lion Rock sono in pegno a Oaktree, corroborando questa tesi.

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Le difficoltà finanziarie della famiglia, ormai conclamate, rendono difficile ipotizzare la restituzione a Oaktree di capitale e interessi nel 2024. Logico dunque che il gruppo cinese cerchi di muoversi in anticipo per trovare compratori, da cui ottenere per l’Inter un prezzo superiore (al netto dei debiti) a quanto dovuto a Oaktree. Con l’obiettivo di scongiurare una sorte simile a quella del misterioso Yonghong Li. Il diritto lussemburghese consente di azionare il pegno con agilità, senza passare dal tribunale come avviene invece in Italia, purché l’oggetto del pegno sia venduto a terzi e la pluralità di scatole societarie potrebbe essere congegnata per rendere l’operazione più veloce. Se Oaktree potrà azionare il pegno (nell’ipotesi in cui Zhang non avrà rimborsato il prestito) Zhang sarà comunque protetto da una norma vigente in molti ordinamenti: il divieto del patto commissorio. Tale norma vieta a un creditore di azionare il pegno di un bene di valore nettamente superiore a quello del credito vantato. Nel diritto italiano la vendita è gestita dal tribunale, in quello lussemburghese la procedura è più veloce: Zhang potrebbe far valere le sue ragioni dimostrando il valore superiore dell’Inter ma, ad oggi, ciò non sarebbe semplice. Il club nerazzurro è in vendita da tempo, nonostante le smentite di rito. La trattativa intavolata l’anno scorso col fondo londinese BC Partners non andò in porto, ma la stampa finanziaria parlò di un’offerta da 750 milioni meno il debito. Quindi, un valore del capitale stimato in circa 350 milioni: poco più del credito vantato oggi da Oaktree.

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Con l’impennata dei valori degli asset calcistici registrata sul mercato con le cessioni del Milan e (soprattutto) del Chelsea, Zhang spera forse di ottenere offerte superiori al miliardo ma ciò sarà difficile, soprattutto considerando che il club nerazzurro è ancora lontano dall’equilibrio economico-finanziario e che qualsiasi compratore dovrà gestire un debito (finanziario e circolante) piuttosto ingombrante. Certamente Oaktree ha uno stile di gestione diverso da Elliott: predilige operazioni in cui si possa guadagnare dal valore dell’asset e dalla possibilità di liquidarlo, mentre il fondo dei Singer è attivista per sua natura e preferisce creare valore nelle società acquisite attraverso la gestione e l’immissione di capacità manageriali. Forse per questo, Oaktree starebbe caldeggiando l’ipotesi cessione così da non trovarsi domani con la patata bollente di un club da risanare.

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