Inter e Inzaghi, la Champions adesso fa più paura che mai

La quarta sconfitta nella sfida con la Roma, le rimonte subite, i 13 gol già incassati. Il tecnico per ora resta, ma è sotto esame
Inter e Inzaghi, la Champions adesso fa più paura che mai© LAPRESSE
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Adriano Ancona

MILANO - La crisi ha tante sfumature, e scenari che vanno ben oltre una falsa partenza. Un’Inter così farebbe fatica a prendere possesso di un posto in Champions League: è questo l’allarme più potente, forte e chiaro, dalle parti di Appiano Gentile dove peraltro in queste ore ci si prepara al crocevia europeo contro il Barcellona. La partita più delicata da affrontare nel momento peggiore. Simone Inzaghi ha già perso la metà delle partite in campionato: quattro sconfitte sono abbastanza per un esame di coscienza collettivo. E magari, per correggere in corso d’opera certe ambizioni stagionali. Non sistemarsi tra le prime quattro, per i conti dell’Inter sarebbe catastrofi co. Le finanze del club sono già in profonda sofferenza: la pressione ora è tutta sulla squadra ma c’è sempre quell’attivo di 60 milioni da raggiungere sul mercato come stella polare per la società. Morale: Inzaghi, già distante otto lunghezze dalla vetta, per adesso resta al suo posto, ma è ovvio che il suo futuro dipenda dai prossimi risultati. In tutto questo, l’Inter dovrà anche trovare uno sponsor alternativo a Digitalbits che non ha rispettato gli accordi economici. Una grana inserita tra le mille criticità di una stagione che sta sfuggendo di mano, dopo l’ennesima rimonta incassata.

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Imbarazzi difensivi

Un quadro fosco, che giustifica gli scetticismi del momento. Anche perché quello delle rimonte è un tema sensibile. Il problema ha accompagnato l’Inter già tre volte, concentrate nelle ultime quattro giornate: l’1-0 ha avuto vita breve contro Milan, Udinese e Roma. Il colpo d’ala di una prestazione sopra la media, contro Mourinho, non è bastato a cancellare il difetto di fabbrica interista. Sbandamenti in serie, e problema di tenuta mentale. L’Inter non è guarita, per niente. E nella volata-scudetto dello scorso anno la sindrome ha avvolto il gruppo durante i passaggi-chiave, impedendo di convolare al secondo tricolore di fila. Nel derby di febbraio e nel recupero di Bologna altrettante rimonte fatali. Due sere fa, con la Roma, l’Inter non ha staccato la spina ma è sembrata attraversare comunque il promontorio della paura. Raccogliendo un’altra sconfitta. Che aggiunge materiale negativo in materia di gol presi: l’Inter è arrivata a tredici in otto turni di campionato. Quasi sempre, fi gli di errori individuali. Senza contare che tre degli ultimi cinque gol incassati dall’Inter sono arrivati su palle inattive. Soltanto contro Spezia e Torino, in campionato, la squadra è riuscita a chiudere senza subire reti.

Cattivi presagi

Un’involuzione decisa e precisa, a fronte dell’ennesimo scontro diretto perso. Il rovescio contro la Roma ha aggravato la situazione. Laddove Inzaghi, per la prima volta quest’anno, ha dovuto rinunciare a Brozovic. Le assenze, però, sembrano un’attenuante generica. Piuttosto, è più che lecito guardare al primo passaggio - domani sera - contro il Barcellona, con la preoccupazione del caso. Giustificata da un ruolino disastroso che all’Inter non capitava dalla stagione 2011-12, quella dei tre allenatori diversi in panchina. E, a proposito, quella della mancata qualificazione in Champions League prima di un’assenza durata sei lunghi anni. Insomma, cattivi presagi ora che questo campionato non è partito sotto una buona stella, proprio pensando a quel precedente. L’Inter, obbligata a ritrovarsi perché ha smarrito le coordinate, è anche alle prese con l’alternanza tra i portieri. Messa in evidenza, una volta di più, dall’indecisione di Handanovic sul gol di Dybala sabato sera. Inzaghi ha scelto di schierare Onana nelle prime due partite di Champions League. Probabilmente accadrà lo stesso nella terza: Onana potrebbe infatti essere confermato anche domani sera a San Siro, ma la staffetta in porta è solo uno dei tanti interrogativi che segnano il problematico avvio interista.

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