Inter, Inzaghi riparta dalla notte della svolta

Inter, Inzaghi riparta dalla notte della svolta© Inter via Getty Images
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Alberto Dalla Palma
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È una vittoria che ha un peso enorme per l’Inter, che nel girone di Champions si ritrova alle spalle del Bayern, e soprattutto per Simone Inzaghi, a cui avevano fatto la pelle quasi tutti ormai da molti giorni. Abituato a esultare come e forse più di uno dei suoi giocatori, ieri Simone era talmente teso (e forse anche furibondo) che ha rinunciato alla consueta corsa verso Calhanoglu dopo il gol e poi si è contenuto anche al fischio finale di una delle partite più delicate della sua carriera. Ha appena battuto il Barcellona di Xavi, che non è più una cantera in costruzione ma una splendida realtà della Liga, tanto che si trova al comando accanto al Real di Ancelotti: nella serata più difficile, che non è stata l’ultima sulla panchina nerazzurra come si augurava anche qualche tifoso vip che mette spesso il faccione in tv, Inzaghi rialza la testa e prova ad aprire un’altra stagione. Sabato a Reggio Emilia contro il Sassuolo, poi di nuovo con gli spagnoli ma al Camp Nou: è un cammino in salita, non ci sono dubbi, però i segnali che l’Inter ha lanciato sul campo sono molto chiari ed evidenti. Nessuno ha abbandonato il tecnico piacentino, tutti sono saliti sulla stessa barca e adesso remano forte verso una meta ancora lontana. 

Inter, ci pensa Calhanoglu: 1-0 al Barcellona e secondo posto nel girone
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Inzaghi, il segnale dell'Inter dopo il match con il Barcellona

Che il Barça fosse più forte non c’erano dubbi. Quando Pedri, Gavi e Busquets si sono messi a palleggiare cercando Dembelé da una parte, Raphinha dall’altra e uno come Lewandowski in mezzo all’area, l’Inter non ha avuto paura e ha mostrato le qualità che erano scomparse nelle ultime settimane. Coraggio, determinazione, rabbia, concentrazione: lottando su ogni pallone, gli uomini di Inzaghi si sono contrapposti ai palleggiatori spagnoli cercando di ripartire velocemente in contropiede, favoriti dalla vitalità di Correa e dall’attenzione di Lautaro. C’era un rigore netto a favore dell’Inter, ma l’argentino si trovava in fuorigioco di due centimetri, poi è arrivato il lampo di Calhanoglu, che il tecnico aveva coraggiosamente collocato davanti alla difesa, al posto di Brozovic (e Asllani). Su quel gol, nella ripresa, la squadra nerazzurra ha costruito un’altra partita, di protezione, in attesa del momento giusto per colpire e sorprendere il Barcellona. Annullato anche il pari di Pedri per un fallo di mano di Ansu Fati, Inzaghi è stato costretto a fare quattro sostituzioni che non hanno cambiato l’atteggiamento della squadra: e anche questo, considerando le ultime partite, è un segnale importante per il cammino che separa l’Inter dalla sosta per il Mondiale. Si riparte da qua, da una vittoria di grande prestigio, che mette il Barcellona in grandissime difficoltà nella corsa verso la qualificazione. Si è garantito la fuga il Bayern, con la terza vittoria consecutiva, mentre Inzaghi e Xavi si contenderanno il secondo posto. Simone non dovrà disperdere il patrimonio accumulato in una notte che può cambiare un anno intero se investito bene: decida se puntare ancora su Onana consegnando ad Handanovic il ruolo di capitano non giocatore, insista ancora su Dimarco alla Perisic perché dopo l’esplosione in Nazionale l’esterno sembra davvero aver cambiato rendimento e atteggiamento e, infine, recuperi Lukaku, assenza fino ad oggi sottovalutata oltre ogni misura. Nulla è perduto. Nemmeno la panchina.  

Inzaghi: "Vittoria con il Barca rimarrà nella storia"
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