
Inter, Lautaro: il bomber fuori regola
Leggi il commento sulla prestazione dell'argentino contro la Salernitana
Mamma mia, che Lautaro! Con una prova sensazionale, scandita da 4 gol in 27 minuti, il suo primo poker in maglia nerazzurra, il campione del mondo ha riportato l’Inter in testa, agganciando il Milan vittorioso sulla Lazio dopo che a metà settimana i rossoneri avevano raggiunto i nerazzurri. Sette giornate e in testa comanda il derby milanese, alimentando la netta sensazione che questo duello durerà sino alla fine. Dicono che tutti siano necessari e nessuno indispensabile. Per l’Inter, Martinez è l’assoluta eccezione alla regola: un Toro scatenato, ecco che cos’è l’argentino. Inzaghi a Salerno gli ha risparmiato i primi 54 minuti, dopodiché il campione del mondo è entrato e ha letteralmente demolito la migliore Salernitana vista in azione dall’inizio del campionato, devastata però dal formidabile sudamericano. Inzaghi ha cancellato la sconfitta interna con il Sassuolo grazie alla sagace gestione del turnover.
Inter, Lautaro indispensabile
All’Arechi, inizialmente Simone ha cambito cinque undicesimi della formazione e, nei primi venti minuti, l’Inter sembrava avere un dominio assoluto dell’incontro: ritmo tambureggiante, Sanchez indiavolato, quattro le nitide occasioni da gol non concretizzate. A fatica, la Salernitana ha retto l’urto della Beneamata e ha avuto il merito di riguadagnare campo metro su metro, arrivando per due volte vicina al gol. Dia è tornato e si capisce perché i granata abbiano patito tanto la sua assenza. Ma Dia, Sousa e i granata non aveano fatto i conti con Lautaro, dopo che l’intervallo era scoccato trovando le due squadre in parità: Abisso avrebbe potuto rompere l’equilibrio se avesse decretato il rigore per il fallo su Thuram, reclamato dall’Inter, ma gli estremi non c’erano. La musica è cambiata con l’ingresso in campo del nono marcatore interista di tutti i tempi (112 in 246 partite e in questa stagione, contando la Champions, le reti sono già 10), assieme a Mkhitaryan e Asllani. L’armeno è stato decisivo nel riequlibrare il centrocampo, al resto ha pensato Martinez con l’assistenza di Thuram, Barella e Carlos Augusto e trasformando il rigore procurato da Thuram. In questo momento, il capocannoniere Lautaro è certamente fra i primi tre attaccanti più forti del mondo. Beata l’Inter che ce l’ha.
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