Moviola Inter-Verona: Var cieco, la riserva Fabbri e Nasca fanno disastri

Poco più di tre minuti di errori arbitrali, dalla rete dell'Inter convalidata nonostante il fallo di Bastoni al rigore non visto (non era difficile) per un tocco sul piede di Magnani
Edmondo Pinna

Poco più di tre minuti di errori arbitrali, da quella rete dell’Inter convalidata nonostante un fallo chiaro di Bastoni al rigore non visto (non era difficile) per un tocco sul piede di Magnani. Un disastro. E sarebbe clamoroso se il voto finale dato dagli ambienti arbitrali fosse di sufficienza o superiore (tipo 8,40): sarebbe uno dei tasselli che spiegano la crisi della CAN. Michael Fabbri questa partita non l’avrebbe dovuta fare. Purtroppo l’arbitro designato è stato costretto a dare forfait, causa un gravissimo lutto (le nostre condoglianze profonde a Marco Piccinini). E così si è ritrovato a San Siro da “riserva”, con tutti i suoi limiti che si sono palesati in quel finale bollente. Con lui, il VAR Nasca: il futuro pare lontano da Lissone.


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Facile: rete da annullare e doveva intervenire il VAR

Rocchi, da qualche tempo, tiene un paio di arbitri in preallarme dopo aver dato le designazioni. Diciamo le “riserve”, una per l’area centro-Nord, una per quella centro-Sud, la “squadra d’emergenza”. Quando gli è arrivata l’indisponibilità di Piccinini, e avrà chiesto - come nei film - «chi abbiamo di riserva?», fossimo stati in lui alla risposta ci saremmo messi le mani nei capelli. Fabbri non ha mai brillato, da qualche tempo però è - se possibile - peggiorato. Non c’è partita (da arbitro, vedi Lazio-Torino, o da VAR, basta ricordare Sassuolo-Juve e Genoa-Juve) che non lo veda coinvolto. E allora, l’Episodio, con la maiuscola: il gol di Frattesi (regolare la sua posizione, lo tiene in gioco Coppola, in off side non punibile Sanchez) andava annullato perché in APP (Attacking Possession Phase) c’è un evidente fallo di Bastoni su Duda (che quest’ultimo non fa nulla per dissimulare). Che sia l’APP è certificato, ci sono solo rimpalli, salvataggi (save), una traversa e il pallone non cambia mai possesso. Un errore, come ha spiegato il coordinatore dei rapporti con le società, Riccardo Pinzani, presente a San Siro con l’OT (Organo Tecnico) della CAN, Tonolini, ai dirigenti del Verona (ma non tutti hanno avuto la pazienza di aspettare le spiegazioni), presenti pure l'ad dell'Inter, Marotta, e l'addetto agli arbitri nerazzurro Schenone. Il responsabile è Fabbri: nonostante una posizione in campo ottimale, pur seguendo il pallone che usciva dall’area, non ha avuto la lucidità di controllare Bastoni e Duda che già sulla battuta dell’angolo stavano bisticciando. L’altro colpevole non è il maggiordomo ma Nasca, che al VAR non ha ritenuto di dover intervenire: come si faccia a giustificare una sbracciata (o gomitata?) di Bastoni che punta l’uomo, lo guarda e poi lo colpisce, pur senza violenza, è un mistero. Nasca era al VAR in Juve-Verona e fece annullare due reti a Kean, la prima per fuorigioco, la seconda per una sbracciata al volto dello stesso Kean a Faraoni. E quella sera perdonò Gatti che colpì Djuric. Al di là dell’inevitabile stop, possibile che a fine stagione vada a casa: è qualcosa più di un’impressione. Ultima riflessione: nel caso di fallo, giallo o rosso? Siamo più per la prima ipotesi, è vero che Bastoni guarda Duda e lo punta, ma il suo non sembra un gesto violento.


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Concorso di colpa in APP, rigore da vedere in campo

Gli altri due episodi della partita: l’Inter lamenta un fallo in APP di Magnani ai danni di Arnautovic, dalle immagini dietro i due si apprezza come Arnautovic trattenga l’avversario con la mano sinistra e come Magnani ci metta molto fisico nel contatto: concorso di colpa, si può giocare. I tre minuti di errori culminano con il rigore che Fabbri avrebbe dovuto vedere in campo. Anche in questo caso: Darmian e Magnani sono davanti a lui, conferma che il problema è di concentrazione. Sul pallone arriva primo Magnani, Darmian finisce per colpire il piede destro del gialloblù. Possibile spiegazione: Magnani appoggia il destro e ritrova la posizione in equilibrio, solo dopo si butta a terra. Non benissimo. Al monitor, ovviamente, il contatto è evidente e quello si punisce. Si è discusso anche sulla battuta del rigore: Sommer ha o no il tacco del piede destro sulla linea? Dalla “16 metri” sembra di sì, dalla retroporta (occhio che basta un ventiquattresimo di secondo per cambiare lo scenario) pare la sfiori. Ma se pure non l’avesse avuto, non traendo vantaggio dall’eventuale infrazione, la stessa non viene analizzata.

VAR: Nasca 4, Abbiamo già detto tutto.


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Poco più di tre minuti di errori arbitrali, da quella rete dell’Inter convalidata nonostante un fallo chiaro di Bastoni al rigore non visto (non era difficile) per un tocco sul piede di Magnani. Un disastro. E sarebbe clamoroso se il voto finale dato dagli ambienti arbitrali fosse di sufficienza o superiore (tipo 8,40): sarebbe uno dei tasselli che spiegano la crisi della CAN. Michael Fabbri questa partita non l’avrebbe dovuta fare. Purtroppo l’arbitro designato è stato costretto a dare forfait, causa un gravissimo lutto (le nostre condoglianze profonde a Marco Piccinini). E così si è ritrovato a San Siro da “riserva”, con tutti i suoi limiti che si sono palesati in quel finale bollente. Con lui, il VAR Nasca: il futuro pare lontano da Lissone.


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