Chivu: "Scudetto pagina importante della storia dell'Inter". E in conferenza manda Kolarov e lo staff
Chivu ha vinto lo Scudetto con l'Inter sia da giocatore che da allenatore. Prima di lui ci era riuscito solamente Armando Castellazzi, nella stagione 1937-38. Quando gli viene chiesto se è nella storia dell'Inter, il tecnico romeno ha risposto: "Credo che ne facessi parte già prima, qualcosa da giocatore l'ho vinto". Quindi, ai microfoni di DAZN Chivu ha esplicitato la propria gioia dopo il campionato vinto: "Sono felice per questo gruppo, per questa società, per i tifosi che ci hanno sostenuto dall'inizio e hanno subito la narrativa e gli sfottò della scorsa stagione di chi ha provato a denigrare questa società. I ragazzi sono stati bravi a rimboccarsi le maniche, a rinascere. Ce l'hanno fatta. Questo Scudetto è una pagina importante per la storia di questa società. Ho più capelli bianchi, ma sono felice come lo ero da giocatore".
Chivu: "Avevamo l'obbligo di provare a vincere"
"Per dovere, per cosa rappresenta questa società, avevamo l'obbligo di provare a vincere, di essere competitivi". Chivu ha parlato del momento decisivo che ha portato al titolo: "Una stagione è una maratona, vince chi fa più punti. Ce l'abbiamo fatta noi, accettando anche qualche sconfitta e sapendo rialzarsi. Tra gennaio e febbraio abbiamo fatto 14 vittorie in 15 partite, lì abbiamo capito che eravamo competitivi e che potevamo farcela, superando anche momenti difficili come l'uscita dalla Champions con il Bodo e la sconfitta nel derby. Siamo sempre rimasti a testa alta con dignità".
"Sto pensando alla finale di Coppa Italia"
L'Inter ha vinto lo Scudetto, ma vincere porta a voler continuare a farlo. E Chivu rispecchia questa mentalità: "Non voglio essere ipocrita, ma sto pensando alla finale di Coppa Italia". Certo, la gioia c'è: "Certo che sono felice, è ovvio, come ovvio che i giocatori stiano in campo a prendere l'affetto dei tifosi. Avevamo l'opportunità importante di chiudere il discorso campionato davanti al nostro pubblico, e ce l'abbiamo fatta". Durante i festeggiamenti sul prato di San Siro dopo il triplice fischio della partita col Parma, Chivu è rientrato negli spogliatoi: "Sono andato a fumare una sigaretta, è un mio vizio".
Chivu: "Sono un allenatore empatico. Un ringraziamento anche ai miei predecessori"
"Meriti? Non parlo di me". Chivu ha ricordato un momento importante della sua vita che lo ha segnato: "Umanamente sono atipico. Qualche anno fa ho dovuto parlare con me stesso per una questione di vita e di morte, lì ho perso l'ego". Quindi: "Parlo di questi ragazzi, che a volte hanno bisogno di bastone, un'altra volta di carota. Mi sono proposto di essere un allenatore empatico, umano. Non penso a me stesso. Penso solo a dare il massimo per chi mi vuole bene, per la società, per i tifosi. So cosa vuol dire fare l'allenatore, significa mettersi sempre a rischio. Tanti ringraziamenti vanno anche al mio staff". Non a caso, in conferenza stampa ha deciso di mandare proprio lo staff, guidato da Kolarov. Infine, un ringraziamento anche a chi lo ha preceduto sulla panchina dell'Inter: "Hanno fatto un grande lavoro. Per me è stato tutto più semplice".