Juve, ecco cosa chiede Allegri per restare
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Juve, ecco cosa chiede Allegri per restare

Vuole una squadra più competitiva: Dybala tra i temi più scottanti, urge chiarezza anche su Pjanic e Douglas

Lui c’è. C’è sempre stato. Le parole di Massimiliano Allegri sono una mezza sentenza, anche tre quarti. In quel “prima dell’Ajax avevo comunicato al presidente che sarei rimasto” c’è la sua voglia di Juve. Intatta. In quel “ma se ci vedessimo la prossima settimana per buttare giù i programmi, saremmo comunque in anticipo rispetto alle passate stagioni” c’è una verità e una sana bugia: se fosse dipeso da lui, si sarebbero già visti. Altrimenti perché dare una disponibilità così precoce? Il saggio (di mercato) dice una cosa inconfutabile: quando ti devi incontrare, e ci sono due teste che ragionano, hai l’obbligo di ottenere il cento per cento del risultato. Unanimità. E vedremo se tra martedì e mercoledì si andrà su questa strada, oppure se ci sarà un’inversione sull’autostrada bianconera. La sensazione è che resti una base solida, ma serve la reciproca convinzione. I dettagli li capiremo perché nelle teste di entrambi non possiamo entrarci. Il manifesto di Max (sussurrato agli amici più intimi) sembra quello di Catalano, contiene un messaggio inequivocabile: vincere alla sesta stagione è più difficile che alla quinta, come alla quinta è più difficile che alla quarta. Intanto, le sue richieste.

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IL CONTRATTO - Nella storia più o meno recente della Juve - e di molti top club - nessun allenatore è ripartito da un impegno in scadenza. Nel caso di Allegri, giugno 2020 a 7,5 milioni netti. Sarebbe un autogol perché al primo spiffero, al primo piede più fuori che dentro, quei pettegoli dei giornalisti disquisirebbero. E le attenzioni andrebbero su altre cose, inevitabile e pericolosa scorciatoia. Allegri ha ammesso che potrebbe restare senza prolungamento, non avrebbe potuto fare diversamente. Avete mai visto un allenatore pronto a sbottare “devo rinnovare, altrimenti..”. Allegri firmerebbe fino al 2021, magari fino al 2022. Ha una storia di trofei (undici), di finali Champions (due), di crescita del fatturato tecnico e non. E da 7,5 milioni vorrebbe andare in doppia cifra, non è il venale che parla, ma il realista che guarda gli emolumenti di qualche suo collega top. Però, sono più importanti le garanzie tecniche. Fondamentali.

GLI SCONTENTI - Un punto chiave è proprio questo: per ripartire Max suggerisce un restyling minimo. Esempio: Dybala con il broncio non serve (meglio Icardi, elogiato ed esaltato in qualche conferenza non troppo remota). Altro esempio: se Douglas Costa è così ondivago nel rendimento e nei comportamenti, meglio mettersi alla finestra. Terzo esempio: Alex Sandro ha rinnovato non da molto, ma se si potesse migliorare sulla corsia mancina... Ex aequo Cancelo, formidabile negli sprazzi, ma non nella continuità. Una Juve nuova nello spirito, quindi più competitiva: è lo spot di Max. Siamo al quinto set di Wimbledon: Allegri palleggia da fondo campo, lascia lo smash ad Agnelli e sarebbe felice se i conti tornassero.

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IL MERCATO - Le manovre per una Juve più forte non prescindono da tre-quattro mosse vere (ben oltre Ramsey e Romero, già presi). Uno o due difensori centrali, aspettando di capire cosa accadrà sulle fasce. Un altro centrocampista top (alla Ndombele, costosissimo. E di Rabiot se ne parla dalla scorsa estate) senza prescindere da Pjanic. Un attaccante centrale (alla Icardi) e un esterno offensivo (alla Chiesa), magari con qualche sacrificio tra quelli raccontati. Manca poco. Agnelli e Allegri non dovranno certo stare per 48 ore no stop chiusi in una stanza.

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