Juve, il coraggio di scartare Dybala

Juve, il coraggio di scartare Dybala© Getty Images
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Alberto Dalla Palma

Alla festa dello Stadium hanno partecipato proprio tutti, non soltanto gli juventini, che dopo diciassette minuti hanno salutato Giorgio Chiellini e dopo settantotto Paulo Dybala, ma anche i laziali, che sono stati invitati negli ultimi istanti a fare baldoria in mezzo al campo, dopo che Allegri aveva ormai esentato tutti i big dalla partita.

Uno, Vlahovic, non si sa perché: ancora in lotta con Immobile, che probabilmente ha chiuso la sua stagione con la caviglia gonfia e il quarto titolo dei cannonieri in mano (impresa unica per un attaccante italiano), il serbo si è ritrovato accanto a tutti gli altri panchinari, assolutamente incredulo. E nel frattempo la Lazio è riuscita a pareggiare sul filo di lana, un 2-2 spettacolare e ad un certo punto anche atteso per come i bianconeri stavano affrontando l’ultima parte della gara: il colpo finale è stato ancora una volta di Milinkovic Savic, undicesimo gol in campionato proprio alla squadra che più delle altre lo sta corteggiando.

Una prodezza balistica che ha un significato pesantissimo per la Lazio e, soprattutto, per Sarri: per la sesta stagione consecutiva il club biancoceleste entrerà in Europa dalla porta principale, prima ancora che si giochi l’ultima giornata. Qualificazione matematica, con una seconda parte di stagione da Champions anche se Mau contro le big le ha perse proprio tutte meno questa, allo Stadium, da cui era stato allontanato nonostante la conquista del nono scudetto consecutivo della Juve.

Juve, Dybala saluta in lacrime lo Stadium dopo sette stagioni
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Juve, Dybala saluta in lacrime lo Stadium dopo sette stagioni

E’ stata l’ultima notte di Chiellini con la maglia della Juve: un’icona del popolo bianconero, che per qualche ora ha dimenticato la peggior stagione dell’ultimo decennio per rendere onore a Giorgio, celebrato come una star. Giocatore unico, leader di stampo inglese, ci ha salutato uno dei difensori più forti della storia del calcio italiano. Destinato a rientrare nel club di Agnelli come dirigente, adesso gli resta l’ultima gioia: indossare la maglia della nazionale italiana a Wembley l’1 giugno nella sfida contro l’Argentina, i Campioni d’Europa contro i Campioni del Sudamerica.

Poi calerà il sipario, che è sceso nella notte anche sul palcoscenico che ospitava Dybala in lacrime: Paulo andrà all’Inter o alla Roma, è incredibile che una Juve così debole dal punto di vista tecnico abbia mandato via l’argentino come fosse uno qualunque. Auguri ad Allegri ma, soprattutto, ai dirigenti che lo hanno scaricato.

Sarri, invece, si è tolto la soddisfazione di conquistare l’Europa League nel suo vecchio stadio. Ora dovrà convincere Lotito a fare una rivoluzione di alto livello, perché tra sette giorni anche i tifosi biancocelesti dovranno dire addio a due giocatori che hanno fatto la storia della squadra di Inzaghi: Lucas Leiva e Sergej Milinkovic Savic. Servono le idee giuste e tanti soldi per sostituirli mettendo Sarri nelle condizioni di costruire la “sua” Lazio.

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