Le dieci mosse di Tudor che hanno cambiato la Juve in tre giorni

Pressione, fantasia, addio al possesso, più verticalità  e singoli come Nico e Yildiz rimotivati: contro il Genoa un piano riuscito per il sostituto di Thiago Motta
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Giorgio Marota

Pubblicato il 31.03.2025, 08:28

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TORINO - Tudor ha smontato e ricostruito la Juve durante il lungo viaggio in macchina da Spalato a Torino. Anche se, a dirla tutta, nel suo buen retiro croato si era già focalizzato da settimane sui possibili errori di Motta, sperando in una chiamata dopo i primi sondaggi di Giuntoli. Dalla difesa fragile alle poche occasioni da gol, dai compiti tattici che ingabbiavano i talenti al possesso sterile, fino alla scarsa empatia col gruppo: per ciascuna questione aperta, il croato ha immaginato una risposta. Sulla sua lavagnetta sabato pomeriggio c’erano 10 mosse: in soli tre allenamenti con la rosa al completo le ha trasformate in un piano tattico ben definito.

1) Pressione e gestione 

La Juve ha cominciato la partita col Genoa con un pressing consistente. Rispetto a Motta, Tudor ha aggiunto un difensore passando al 3-4-2-1, chiedendo però ai suoi calciatori di andare a prendere gli avversari. Ha giocato così su un fine equilibrio psicologico: li ha fatti sentire al sicuro, ma li ha anche spinti ad andare in avanti. Dopo il gol, è arrivata pure l’accortezza. Thiago aveva perso 17 punti da situazione di vantaggio.