Koopmeiners si gioca la Juve: in nazionale si è riciclato in un altro ruolo, ha 8 partite per la conferma

Teun in campo contro l'Ecuador, poi di nuovo alla Continassa per la volata Champions League e per decidere il suo futuro
Filippo Bonsignore
5 min

Otto partite per tenersi la Juve. Teun Koopmeiners ha una doppia missione per questo finale di stagione: accompagnare la Signora in Champions League e conquistarsi un posto nella squadra che verrà costruita da Luciano Spalletti e dalla società per tornare al vertice. Presente e futuro si intrecciano, insomma, durante la sosta che il centrocampista sta vivendo in Nazionale, riconquistata dopo un anno. Ebbene, Koop si è rilanciato con la maglia degli Oranje ed è stato protagonista nella vittoria di venerdì contro la Norvegia, firmando l’assist per il pareggio di Van Dijk ma non solo. L’ex atalantino è rimasto in campo novanta minuti e ha convinto giocando in una posizione per lui inedita: il Ct olandese Ronald Koeman l’ha infatti schierato come esterno destro nella linea di trequartisti alle spalle del romanista Malen. Una posizione insolita che Teun ha spiegato così: «Sono stato impiegato da finta ala, per accentrarmi a centrocampo, agendo come una sorta di secondo trequartista, è un sistema che mi si addice. Certo, se mi mettessero sulla linea laterale non farebbe per me». Chiaramente non ha il passo dell’esterno puro e quindi la posizione di partenza più laterale gli richiedeva altri compiti, come appunto accentrarsi e aggiungere fantasia, palleggio e inserimenti sulla trequarti.

Tanti esperimenti su Koopmeiners

Chissà se Luciano Spalletti avrà preso appunti. Certo è che il tecnico, all’alba della sua avventura sulla panchina bianconera, non ha esitato a sperimentare e a utilizzare Koopmeiners in una ruolo a sorpresa, quello di difensore. Fin dalla prima uscita a Cremona, schierandolo come centrale di sinistra della linea a tre e, nei mesi successivi, anche da centrale a quattro. «Mi piace avere la palla tra i piedi» disse l’olandese. Il problema è che il suo rendimento non si è mai stabilizzato, anzi è rimasto sempre altalenante. Qualche buona prestazione da difensore, qualche bagliore da trequartista o da mediano ma appunto episodi non certo continuità. Eppure lo scorso anno con Thiago Motta e poi con Igor Tudor a cavallo delle due stagioni e ora con Spalletti, Koop ha girato diverse zone del campo: trequartista, mediano, centrale di difesa, falso centravanti ma il giocatore decisivo e capace di fare la differenza ammirato con l’Atalanta non si è praticamente mai visto. Il momento più alto di quest’anno è arrivato paradossalmente nella notte della sconfitta più dura, quella del 2-5 in casa del Galatasaray: era stato proprio Koop a firmare la doppietta che aveva lanciato i bianconeri prima del rosso a Cabal e del crollo nella ripresa. 

Prima l'Olanda, poi il finale di stagione con la Juve 

Stasera per Teun è in programma l’ultimo impegno con l’Olanda, l’amichevole con l’Ecuador, prima del ritorno alla Continassa. Ad attenderlo c’è la volta per la Champions League, quelle ultime otto partite di campionato che decideranno il destino della Juve e probabilmente anche il suo. Il futuro rimane infatti un grande punto interrogativo: Koopmeiners non è certo un intoccabile e servono decisi segnali di svolta nei prossimi due mesi per far cambiare lo scenario. Lo sguardo va obbligatoriamente anche al bilancio: per evitare una minusvalenza serve una proposta da 30-35 milioni, non semplice da trovare sul mercato. Il Galatasaray è alla finestra; l’epilogo è ancora da scrivere. 

 

 

 


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