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22 marzo 1970, Chinaglia trascina la Lazio con un capolavoro: l'Inter è ko

Cinquant'anni fa i biancocelesti battevano 3-1 all'Olimpico la corazzata nerazzurra grazie al gran gol al volo di Long John e alle reti di Ghio e Massa. Inutile il centro di Boninsegna

22 marzo 1970, Chinaglia trascina la Lazio con un capolavoro: l'Inter è ko

ROMA - È il 39' del primo tempo, l'Inter ha da poco colpito un palo con Bertini facendo tremare tutto l'Olimpico, riempito da circa 55 mila spettatori. Nel momento più complicato la Lazio si appoggia al suo centravanti, Giorgio Chinaglia, arrivato l'estate prima dall'Internapoli. Ha 23 anni, ancora non sa che sarebbe presto diventato uno degli eroi del primo scudetto biancoceleste, un simbolo per tutta la tifoseria da sventolare per sempre. Chinaglia rincorre il pallone dentro l'area, lo lascia rimbalzare e poi lo colpisce di sinistro al volo disegnando una parabola sul primo palo imprendibile per il portiere Vieri: è un gol alla Chinaglia, costruito con forza, tecnica e un po' di follia. È il capolavoro che fa esplodere lo stadio e che lancia la Lazio verso la vittoria.

Chinaglia illumina la Lazio

"Chinaglia prodezza da Mexico" scrivono i giornali, un gol per la Lazio e per Valcareggi, il ct della Nazionale che presto avrebbe condotto gli Azzurri ai Mondiali del '70. Eppure quel colpo fantastico inventato dal bomber biancoceleste è come un lampo che illumina e ridà vita ad una squadra messa sotto fino a poco prima dagli attacchi dell'Inter. Solo una punizione di Morrone sporcava i guanti di Vieri, per il resto Corso con una punizione che si stampa sulla traversa, Facchetti di testa e Boninsegna al volo sul fondo costringono la Lazio a diversi minuti di sofferenza. Fino al 39', fino a quando Chinaglia non decide di prendersi gli occhi dei suoi tifosi. È la rete (numero dieci in campionato per Long John) che rompe l'equilibrio di una partita sin lì condotta dai ragazzi di Heriberto Herrera.

Festa Lazio, Ghio e Massa calano il tris

La ripresa si apre con due infortuni: Wilson si scontra di testa con Papadopulo ed è costretto ad abbandonare il campo, al suo posto Lorenzo inserisce Fortunato; dall'altra parte anche Bedin alza bandiera bianca e lascia l'Inter in dieci. Ne approfittano i biancocelesti che con Chinaglia provano ad allungare, ma Vieri ferma due volte il numero nove. Raddoppio solo rimandato perché al 64' la discesa di Fortunato sulla destra è capitalizzata al massimo dal tap-in comodo di Ghio. Il 2-0 scuote l'Inter che al 72' trova la giocata per accorciare le distanze con la stoccata di Boninsegna. Questa è in realtà l'ultima puntata offensiva dei nerazzurri, la Lazio torna a fare la voce grossa con Ghio che, nei panni dell'uomo assist, suggerisce per Massa abile a battere in uscita Vieri. Per la prima volta nella stagione l'Inter subisce tre gol in una partita, dicendo addio al sogno scudetto. Per la Lazio sono tre punti importanti che la catapultano fuori dalla zona pericolosa della classifica.

22 marzo 1970, Lazio-Inter 3-1

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