Marchegiani esclusivo: "Lazio, lo scudetto il chiodo fisso"

«Inzaghi e i suoi ripartono favoriti: hanno atteso con l’idea che sia l’anno giusto. Sarri e Juve con più cambi, ma non la stessa testa»
Marchegiani esclusivo: "Lazio, lo scudetto il chiodo fisso"
Fabrizio Patania

L’ultima telecronaca risale a Juve-Inter, domenica 8 marzo. Da allora niente stadio e stop alle partite di paddle, irresistibile passione. Luca Marchegiani, prima di blindarsi a Roma e vivere l’isolamento alla Giustiniana, ha lambito i rischi del coronavirus. «Ero stato a San Siro per Atalanta-Valencia e un paio di giorni prima avevo preso la metropolitana per Milan-Torino. Qualche preoccupazione poi c’è stata. Non ho avuto tosse o grossi disturbi, solo un paio di giorni con sintomi influenzali, senza febbre». Ora aiuta il figlio Gabriele, portiere di proprietà del Novara e in prestito all’Ascoli, ad allenarsi. «In famiglia sta meglio. Il giardino ci salva». L’ex portiere della Lazio, oggi opinionista di Sky Sport, vede avvicinarsi il ritorno del campionato.

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C’è una voglia smisurata di Serie A.

«Il calcio rappresenta il simbolo del ritorno a una parvenza di normalità. Tutti siamo consapevoli, da un punto di vista sportivo ed economico, che sarebbe meglio finire la stagione. Ho un’altra speranza, non solo che si ricominci il più in fretta possibile. Confido in un calcio dignitoso, non accroccato tanto per finire la stagione evitando code giudiziarie. Vorrei vedere belle partite, non qualcosa di diverso o senza valore agonistico. Altre previsioni non mi sento di farle, chi deve prenderà le decisioni giuste. Mi sento come tutti: dentro una situazione più grande di noi».

Cosa ci dobbiamo aspettare a porte chiuse, con una volata compressa in estate?

«La stagione penso sia già stata falsata dallo stop e dalle modalità della conclusione. Quando si ricomincerà a giocare, chi vince si godrà la vittoria, è chiaro. Le condizioni atletiche determineranno, bisogna vedere come i giocatori ne usciranno sotto l’aspetto mentale. Vengono, come tutti i cittadini, da una situazione di fortissimo stress. Una cattività imposta, a cui nessuno era abituato. Troppe incognite. La reazione psico? sica farà la differenza».

Juve, Lazio, Inter: chi ripartirà favorito?

«Tra Juve e Lazio c’è solo un punto, sono avanti rispetto all’Inter. Le partite ravvicinate dovrebbero favorire chi ha più ricambi. Vedremo se verrà introdotta la norma delle cinque sostituzioni, ma conterà l’aspetto motivazionale. La Lazio ritengo abbia un grande vantaggio rispetto alla Juve. I suoi giocatori hanno aspettato e trascorso la quarantena con un solo obiettivo, ovvero ricominciare al 100 per cento per giocarsi l’occasione che non capita tutti gli anni. Non credo che nella testa dei giocatori della Juve ci sia stato lo stesso chiodo fisso. Diventerà un vantaggio vero alla ripresa».

Cinque cambi meglio di tre?

«Sono restio ai cambiamenti strutturali, soprattutto in corsa. In Lega Pro li fanno da tempo e qualcosa cambia nella gestione della partita. Le squadre cambiano volto. Puoi scegliere una formazione molto offensiva in partenza e poi rivoluzione l’assetto. E’ una variabile, sarebbe interessante scoprire come viene sfruttata dagli allenatori. Ma sono abituato a vedere il calcio non come il basket» 

Una Lazio così se l’aspettava qualche mese fa?

«Non me l’aspettavo, ma da un po’ si è capito che ha trovato una stagione magica. Un certo rendimento era nelle corde dei giocatori. Luis Alberto si era espresso così due anni fa, Immobile uguale, si può dire per altri. Mi sembra di rivedere il Napoli di Sarri quando ha sfiorato lo scudetto. Vedo la consapevolezza che è l’anno buono, l’occasione giusta. La squadra è esperta, non si lascia travolgere dalla tensione, riesce a trasformare la pressione in prestazioni. Se si aprirà un ciclo vincente non lo so. Non è una sorpresa per per quello che si è visto. Il Napoli ha fatto peggio rispetto al solito, dal Milan ci si attendeva altro, ma le squadre e le difficoltà ci sono, la Lazio ha vinto tantissime partite». [...]

Leggi l'intervista completa nell'edizione odierna del Corriere dello Sport - Stadio

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