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Lazio, Inzaghi e il tormento da scudetto

Si era dovuto fermare nell’anno più bello: non prevedeva un altro rinvio del Governo. L’attesa per una svolta e il ritorno a Formello, gli stimoli al gruppo, lo stupore per la posizione presa da Juve e Inter: quante incertezze

Lazio, Inzaghi e il tormento da scudetto
© Getty Images

ROMA - Il pallone di gomma, con una piccola porticina, lo usa in salotto, come ha testimoniato Gaia Lucariello sui social: l’ha alzato con il tacco per farlo passare sopra la testa, bicicletta modello Ardiles in “Fuga per la vittoria”, e poi l’ha calciato di destro al volo. La prodezza del piccolo Lorenzo, sette anni appena compiuti, ha strappato il sorriso e gli applausi di Simone Inzaghi. Coorìdinazione ed eleganza, si è piegato come un compasso per tenere bassa la traiettoria. Complimenti sinceri. Gesto tecnico, considerata l’età, da vero numero 10. Forse la dinastia, dopo due centravanti, prevede un fantasista. Ogni pomeriggio il piccolo di casa e il mister della Lazio scendono in cortile per giocare con un pallone vero: un’ora e mezzo di passaggi e tiri. Tanto per allietare la quarantena, lunga già cinquanta giorni e probabilmente destinata ad allungarsi di altre due settimane. Inutile girarci intorno: il nuovo rinvio, dal 4 al 18 maggio, s’è rivelato una botta pesantissima per la Lazio.

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ATTESA - Inzaghi e i suoi giocatori speravano in una ripresa al centro sportivo di Formello a partire da lunedì e ancora ieri confi davano in una svolta dopo lo scontro e i contatti delle ultime ore tra Governo e Federcalcio. Lotito si è silenziato in attesa di notizie. Ha fatto tuonare il ds Tare e parlare gli esponenti principale di uno spogliatoio che si è stancato di aspettare. Da Parolo a Caicedo, passando per Acerbi e Immobile tutti vogliono tornare in campo e riprendere almeno gli allenamenti individuali a partire da lunedì, altrimenti andranno nei parchi. E’ sempre pronto il piano per rispettare i criteri di sicurezza, gli ingressi e le uscite da quattro diversi cancelli del centro sportivo, le sedute in orari diversi e limitate a gruppi di 4-5 giocatori per evitare di incrociarsi e di vedersi, al completo, nell’arco della giornata.

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