Lazio, l’arbitro De Santis vent’anni dopo: “Sbagliai in quel Juve-Parma”

È il 7 maggio del 2000: i bianconeri vincono e mantengono inalterate le distanze sui biancocelesti per la lotta scudetto. Il direttore di gara oggi spiega: “Ingiusto annullare il gol a Cannavaro”
Lazio, l’arbitro De Santis vent’anni dopo: “Sbagliai in quel Juve-Parma”© LaPresse

ROMA - Una Juve in lotta per lo scudetto sfida il Parma. I bianconeri sentono il fiato sul collo della Lazio, appena dietro. È il 7 maggio del 2000, penultima giornata del campionato. Minuto 89’, tiene ancora il gol di Del Piero. Poi l’episodio: Cannavaro in area salta più in alto di tutti e batte il portiere Van der Sar. L’arbitro Massimo De Santis però, non fischia la rete, ma annulla il gol: “C’è stata una trattenuta in area”. Bufera che dura una settimana, poi sotto il diluvio di Perugia, la Juve viene fermata e la Lazio diventa Campione d’Italia. De Santis, ai microfoni di Radio Incontro Olympia, ha ricordato quel giorno ammettendo lo sbaglio: “Errore mio, lo commisi a vantaggio della Juve, lì per lì non mi resi conto, poi rivedendo dopo capii. Il dubbio che non fosse calcio d’angolo in Juve-Parma ce l’avevo, e poi parliamoci chiaro, io arbitro di Roma non dovevo essere designato in quella gara, come qualcuno di Torino non doveva fare la Lazio. Non sono mai stato tifoso della Juve, in quella partita feci più danni che favori. Lì era tutto organizzato il giorno prima, il problema fu Fiorentina-Lazio arbitrata da Treossi”.

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Le designazioni oggi

“Oggi non ci sono arbitri avvicendati per motivi tecnici, sono davvero pochi o nessuno. Prima non era affatto così. Ci sono alcuni direttori di gara che non hanno una grande storia positiva con la Lazio. Giacomelli? Non posso dire più di tanto, però con Orsato ad esempio c’è un abisso e potrebbe arbitrare fino a 50 anni. Ora gli arbitri bravi sono impegnati in Serie B per esempio, difficilmente riescono ad emergere. Sono diventati troppi e il Var toglie visibilità, l’arbitro invece ne ha bisogno”.

Testimonianze e aneddoti 

“Fui chiamato a Perugia per sapere se Palamara dava informazioni sul processo Gea, il quale era una costola del processo Calciopoli. Chiesi di fare un confronto con Narducci, ma lui si é sempre tirato indietro. Io sono stato condannato per due gare, Fiorentina-Bologna e Lecce-Parma non per motivi legati alla Juve. Anche Lotito fu citato in quella vicenda ma nelle intercettazioni non risultò nulla di importante. Il passato? Ti diverti tanto quando arbitri, specie quando hai a che fare con campioni come Veron, Nedved o Almeyda. Non ho mai subito sudditanza dalle proteste, in questi casi deve influire molto il carattere del direttore di gara. Ricordo che il Milan non voleva più che arbitrassi, lo presi come un complimento. Io vendicativo per le simulazioni? No, ma dopo averne viste alcune cambiai atteggiamento. Diedi un rigore a Del Piero che non c’era, mentre ricordo che Inzaghi era bravo come pochi in area di rigore. In un Piacenza-Bologna gli diedi quattro rigori”.

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