Lazio, Di Matteo: “Potevo tornare, Eriksson mi voleva. E su Gascoigne…”

L’ex centrocampista ha svelato un curioso retroscena di mercato: “Solo l’infortunio ha interrotto tutto. Gazza era divertente”
Lazio, Di Matteo: “Potevo tornare, Eriksson mi voleva. E su Gascoigne…”

ROMA - Una carriera bella, ma anche sfortunata quella di Roberto di Matteo. Dalla Svizzera con furore, poi la Lazio per tre anni in cui diventa uno dei fedelissimi di Zoff prima, di Zeman dopo. Nel 1996 va al Chelsea, diventa una leggenda: è uno degli uomini che aiuta il club a tornare ai successi di un tempo. A 31 anni la fine della sua carriera: un grave infortunio, le dieci operazioni alla gamba, il sofferto addio al calcio. Da allenatore dei Blues ha trionfato con una FA Cup e una Champions League: la prima della storia. Al portale Klikbulukumba, Di Matteo ha ricordato: “Ho avuto l’opportunità di tornare alla Lazio dopo il campionato del 2000 vinto dai biancocelesti. Eriksson era l’allenatore, mi voleva così tanto. Poi l’infortunio e tutte le complicazioni alla fine hanno ucciso la mia carriera. Avevo appena compiuto 30 anni, mi sentivo bene. Quello è stato il peggior momento della mia vita”. 

Di Matteo su Gascoigne 

Alla Lazio ha giocatore anche con Paul Gascoigne. E chi ha passato del tempo con l’inglese, di aneddoti ne ha da raccontare: “Sono uscito dal centro sportivo in ritardo per via di una seduta con il fisioterapista. Sono andato alla macchina e avevo le gomme tutte a terra: Paul le aveva sgonfiate”, ricorda Di Matteo. “Era divertente. Con la sua personalità e con il suo carattere minimizzava il nervosismo di squadra. E infatti portava allegria a tutti. É stato divertente giocare con lui”.

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