Lazio, Immobile già prepara un'impresa

Si ricarica al mare in Sardegna con la famiglia, un mese di stop per la caviglia: pronto per il ritiro con Sarri. Ha parlato con Mancini e andrà avanti con la Nazionale
Lazio, Immobile già prepara un'impresa
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Fabrizio Patania
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ROMA - Giorgia e Michela, le sue bambine, ieri lo hanno ricoperto di sabbia. Quasi fossero fanghi curativi. Il piccolo Mattia, con i piedi nell’acqua, guardava sorridendo il papà. Ciro, immerso nel bagnasciuga di Santa Margherita di Pula, si stava ricaricando. L’energia solare, l’affetto della famiglia. In Sardegna ha portato anche papà Antonio e mamma Michela. Jessica, sua moglie, al mare applica le dovute cautele: è in dolce attesa, aspetta il quarto figlio. Il capitano della Lazio resterà al Forte Village un’altra settimana. Gli serviva uno stop dopo la pandemia e due anni di attività ininterrotta. Ha scelto il resort dove, nel maggio 2021, il ct Mancini aveva portato la Nazionale per un breve pre-ritiro di preparazione all’Europeo. «Tutto è nato a pochi metri da qui» ha raccontato Ciro in un’intervista concessa, poche sere fa, a Sky Sport.

Resta azzurro

I suoi occhi si sono illuminati, ripensando alla gloria di Wembley. «Resterà nella storia e nel cuore di tutti noi». Ha recuperato la serenità e le motivazioni per non staccarsi dalla Nazionale. Roberto Mancini, alla fine del campionato, gli aveva telefonato per sondarne l’umore, conoscere le sue condizioni fisiche, percepirne la voglia di indossare ancora l’azzurro dopo la delusione montata alla fine di marzo per l’eliminazione dal Mondiale in Qatar e le polemiche post-Palermo. «Abbiamo parlato delle mie condizioni e del mio infortunio. Mi ha chiamato prima delle convocazioni, non ci potevo essere. Sto seguendo le partite dell’Italia e mi sembra stiano facendo un gran lavoro. Ho visto un calcio più verticale e mi fa piacere perché potrei sfruttare in misura superiore le mie caratteristiche. Sono più che felice di dare il mio contributo in Nazionale» aveva spiegato dopo il successo sull’Ungheria, mettendo a tacere propositi di abbandono, emersi in un momento di amarezza e soprattutto spinti dal mondo laziale, a tutela del proprio simbolo. Mancini non ci ha mai pensato, anzi il contrario, pur non essendo mai riuscito a sfruttarne in pieno le doti. Il ct lo diceva chiaramente due mesi fa. Ha bisogno di tutti, di far crescere i giovani e di conservare i senatori. Nel ruolo di centravanti, dietro a Ciro, gli unici convocabili sono Raspadori e Scamacca, chiamati a maturare, più il solito Belotti. Joao Pedro è stato un tentativo estemporaneo. Balotelli non verrà richiamato. Gnonto è la sorpresa (da esterno), forse crescerà Pellegri (Under 21), ma non ce ne sono altri. Nessuno può discutere Ciro. Ci sono anni luce, sotto forma di gol realizzati in Serie A, di distanza. Verrà riconvocato a settembre oppure a marzo 2023 (qualificazioni europee) se con Inghilterra e Ungheria proseguiranno gli esperimenti.

Cinquina

Lotito, sotto forma di bandiera, può andarne fiero. Ciro, a 32 anni, ha scelto di chiudere la carriera alla Lazio. Non è quasi mai stato in bilico, adesso ancora meno. Un mese abbondante di relax lo sta ricaricando. Immobile al Forte Village ha lavorato in palestra e sul campo. Ha visto anche il ds Tare, ospite per il torneo di padel. Si era fatto male il 7 maggio, allo stadio Olimpico, durante la partita di campionato con la Sampdoria. Infrazione al malleolo della caviglia destra. Ha saltato le ultime due con Juve e Verona, più la Finalissima a Wembley tra Italia e Argentina. Non poteva essere impiegato nel girone di Nations. Un mese di stop previsto dallo staff medico di Formello per superare l’infortunio. Dovrebbe essere pronto dal primo giorno di lavoro ad Auronzo. Serviranno conferme. Ciro con Sarri ha stabilito feeling tecnico e sintonia nello spogliatoio. Quattro titoli dei marcatori, uno al Torino e altri tre alla Lazio, non c’era mai riuscito nessun attaccante italiano nella storia della Serie A. Quest’anno ha vinto il titolo dei bomber nel campionato in cui ha giocato meno, 27 gol in 31 presenze. Tornerà all’assalto a Ferragosto, inseguendo la cinquina di Nordahl. Sarebbe un altro record irraggiungibile.

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