Lazio, Immobile a un gol dalla top ten delle leggende

Gli manca solo una rete per raggiungere Del Piero, Signori e Gilardino tra i primi 10 di tutti i tempi. "L'Italia? Mancini ha ancora bisogno di me"
Lazio, Immobile a un gol dalla top ten delle leggende© ANSA
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Fabrizio Patania
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ROMA - Ciro d’Italia è uno e trino, anzi insostituibile, anche alla Lazio. Gioca a tempo pieno dall’inizio del campionato, 630 minuti in 7 giornate come Marusic, l’altro insostituibile di Sarri. A Cremona era sfinito, due gol e un assist, un pallone sparato fuori a porta vuota, almeno altre due occasioni buone per la tripletta, mancata d’un soffio. È tornato a tirare. Pericolosissimo come al solito: 7 conclusioni sulle 14 totali della Lazio. Ha raddrizzato le statistiche, sino a pochi giorni fa condizionate dal calendario duro (Inter, Napoli, Torino, Bologna affrontato in dieci) e dall’attenzione superiore richiesta da Sarri nella fase difensiva. Anche gli attaccanti partecipano, chiudono, pressano e rientrano. Ciro non s’è sottratto allo Zini, correndo senza soste: 10,8 chilometri macinati in partita secondo il report della Lega di Serie A.

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Senza cambio

Dal campionato alla nazionale, ritrovata dopo sei mesi, trasferendosi da Cremona a Coverciano. «Sì, volevo lasciare - ha raccontato a Radio Rai -. Quando si hanno certe delusioni, si pensano mille cose. Poi, a mente lucida, ho parlato con Mancini e mi sembrava che avesse ancora bisogno di me. C’è ancora bisogno di noi veterani, anche per accompagnare il rinnovamento e la rinascita dell’Italia. Come ha detto il ct, inizia ora la nostra rimonta verso l’Europeo e il prossimo Mondiale». Giocherà con l’Inghilterra. Ha allungato il ritiro. Era partito con la Lazio per la Danimarca mercoledì scorso. Titolare fisso anche in Europa League. Mau, tra Feyenoord e Midtjylland, gli ha risparmiato appena 34 minuti. Non se l’è ancora sentita di sganciare Cancellieri, inventato da Tare come centravanti, ma utilizzato dal tecnico (come sostengono anche Mancini e Nicolato a Coverciano) sulla fascia destra. Ciro condannato a giocarle tutte e non provate a dire o immaginare che non volesse una riserva di ruolo: Caicedo e Muriqi cos’erano? È ovvio non si potesse immaginare dal mercato un top ingombrante come Mertens e la Lazio seriamente non ha mai pensato di prenderlo.

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Top ten

Perché Ciro è abituato a non fermarsi, anzi prende il ritmo e la forma giocando. Quest’anno aveva bisogno di un rodaggio superiore. L’infrazione al malleolo, riportata il 7 maggio all’Olimpico con la Samp, è passata quasi sotto silenzio perché era fine stagione, ma gli è costata due mesi pieni di inattività. La ripresa è stata faticosa. Si è presentato in tempo utile per il ritiro di Auronzo, inizio luglio. Soltanto ora sta cominciando a sciogliere i muscoli. La doppietta di Cremona gli ha permesso di avvicinarsi ulteriormente ai primi 10 marcatori di ogni tempo in Serie A. Gli manca un gol per raggiungere a quota 188 il trio formato da Signori, Gilardino e Del Piero, tre ex azzurri. Deve realizzarne altri 13 in campionato per raggiungere la soglia dei 200 gol in Serie A. Potrebbe acciuffare Roberto Baggio (205) entro fine stagione. Di Natale (209), Meazza e Altafini (216) sembrano a portata. «Non guardo tanto ai numeri, ma sono felice perché i miei figli un giorno si renderanno conto di cosa ho fatto» ha raccontato a Cremona.

Numeri

Davanti ci sarebbe soltanto il podio, avvicinabile se continuerà a segnare con regolarità. La durata del contratto con la Lazio, esteso sino al 2026, rende possibile l’impresa anche se ha già compiuto 32 anni. Meno 63 gol da Totti, secondo dietro all’irraggiungibile Piola (290). Nordahl chiude il podio a 225 in 291 presenze con Milan e Roma tra il 1949 e il 1958. Media altissima: 0,77 reti a partita. Lo svedese è anche l’unico ad aver vinto il titolo dei marcatori della Serie A per cinque volte. Immobile è salito a quattro titoli la scorsa stagione e lotterà per il quinto sino al 4 giugno 2023: la partenza in leggero ritardo non gli ha impedito di essere già oggi il centravanti italiano con più gol (5) dopo 7 giornate del girone d’andata, a meno 1 da Arnautovic. In carriera ha segnato 187 reti in 298 presenze. Media 0,62: è il secondo nel rapporto gol-partite tra i primi dieci di ogni tempo in Serie A. In assoluto sarebbe il quinto dietro Nordahl, Boffi, Nyers e Hansen. Un mostro.

 


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