Romagnoli, derby dalla parte giusta: con la Roma soffriva da laziale…

Nei 5 derby con la maglia della Roma era in panchina. Adesso gioca e tifa. Reallzza il sogno  di quando era bambino. E tutti finalmente lo sanno
Romagnoli, derby dalla parte giusta: con la Roma soffriva da laziale…© BARTOLETTI
4 min
Daniele Rindone
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È un derby solo suo. Suo è il batticuore, sua è la coperrtina. E’ impossibile immaginare l’immaginabile, quello che proverà oggi Alessio Romagnoli. Che se lo goda, che non si faccia fregare dal pathos. E’ l’appuntamento di una vita, questo derby. Lo accompagna da quando è bambino, è stato costretto a viverlo ai due estremi opposti, in un’inconciliabile esistenza parallela: da fuggente giocatore della Roma e da tifoso fervente della Lazio. Dentro il derby di oggi c’è tutto quello che è stato e ha sempre voluto essere Alessio Romagnoli. Lo giocherà con la divisa da difensore, dentro al corpo di un tifoso. Finalmente è libero di dichiarare la sua fede, non è più intrappolato in quella felpa che fungeva da bavaglio: «Ogni volta che giocavo contro la Lazio, quando entravo in campo, mettevo la felpa sopra alla bocca e al naso per cantare l’inno biancoceleste. L’ho sempre fatto ogni volta che giocavo all’Olimpico». Quel frenetico aprirsi e chiudersi della zip è uno dei ricordi che simboleggiano l’amore che Romagnoli ha sempre provato per la Lazio. Ha vissuto tutta la vita da laziale, anche quando giocava con la Roma. Alessio ha coronato il suo grande sogno: «Indossare questa maglia per me vuol dire esaudire il desiderio che avevo da bambino». Giocare il derby di oggi, con la maglia della squadra della sua vita, è il compimento della sua esistenza calcistica. Anche il più ferrigno e corazzato dei difensori proverebbe brividi nelle ore che precedono un derby simile e chissà quanti giocandolo. Romagnoli lo farà con la maglia 13 sulle spalle che rievoca Nesta. Lo farà da difensore del popolo biancoceleste. Lo farà da tifoso in campo. 

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La storia

Alessio ha raccontato più volte la sua storia: «Avevo quattro anni. Mio fratello insieme ai miei genitori mi ha portato in giro per una vita da casa agli allenamenti. I miei avevano un negozio di alimentari. All’inizio, quando ero un ragazzino, facevano a turno per accompagnarmi a Roma: 50 km ad andare e 50 a tornare. A un certo punto non sono più riusciti a tenere insieme tutto e hanno venduto il negozio. Hanno scommesso su di me e hanno vinto». E’ cresciuto nella Roma, non ha mai cambiato fede. La Lazio provò a prenderlo, ad offrirgli un provino, era già blindato. Fu Zeman a fare esordire Romagnoli con la maglia giallorossa. Era l’11 dicembre 2012, il debutto avvenne in Coppa Italia (Roma-Atalanta 3-0). E il 22 dicembre della stessa stagione, a 17 anni, Romagnoli esordì in Serie A, in Roma-Milan 4-2. 

Il ricordo

La Lazio l’ha sfidata con le maglia di Samp e Milan, mai con la maglia giallorossa. Nei derby di campionato del 2012-13 e del 2013-14 era in panchina così come nel derby del 26 maggio 2013. C’era nel giorno dei giorni, nel derby dei derby, vissuto calcisticamente a parti invertite, soffocando l’urlo. Alessio Romagnoli adesso si trova dove ha sempre sperato di essere, all’indirizzo di casa. Vivrà il primo derby in campo. Ha riposato in Europa per arrivare fresco alla sfida con la Roma. Sa cosa l’aspetta, che clima si respirerà, come l’accoglieranno. Sa quanto amore gli trasmetteranno i laziali, i cui eroi sono cantati. E’ giunto il giorno del derby di Alessio Romagnoli. Se c’è uno che può prenderselo, è lui.

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