Provedel, dopo il gol torna in porta: ora il segreto è ispirarsi a Walter Zenga

Dai riflettori di Champions, per la rete che ha fatto il giro del mondo, al Monza: il portiere vuole riuscire a blindare per la prima volta la porta
Provedel, dopo il gol torna in porta: ora il segreto è ispirarsi a Walter Zenga© ANSA
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ROMA - Incredibile, impossibile. Il segreto, invece, era alla portata sul suo profilo Instagram: «Se hai un sogno, allora tutto avrà un senso». Provedel-gol, Provedel-wow. Il suo colpo di testa ha fatto il giro del mondo, premiato dalla Uefa come "Gol of the week" con questo post: “una partita un gol, score da record in Champions per un portiere”. Attaccante fino a 15 anni, lo è tornato per una sera, quella speciale dell'esordio in Champions League. Parata miracolosa su Lino e l'incornata del pareggio: «Ho visto lo spazio, Luis Alberto ha calciato lì, per fortuna è andata bene». Sono spuntate nuove parole a caldo, Ivan ha visto sempre più lungo degli altri: «Zenga, quand’ero piccolino, è stato il portiere che mi ha fatto pensare di voler essere come lui», ha detto ai microfoni della Rai. Scatti diventati già Storia, pubblicati sulla bacheca social: «Qui c’è un bimbo che sognava, che sogna e che continuerà a sognare. Forza Lazio!». L'Atletico Madrid bucato, una rete leggendaria e l’esultanza diventata un tatuaggio sulla spalla di un tifoso. Ora il Monza da murare, ripartendo dalle cose semplici, almeno sulla carta. È il paradosso di questa stagione: Provedel, nelle 5 partite fin qui disputate, ha segnato una volta, ma non è mai riuscito a blindare i propri pali.  

Una fase difensiva da sistemare: i numeri 

L'anticipo di domani deve coincidere con il ritorno alla vittoria della Lazio, magari tenendo finalmente la porta inviolata. Sono stati 8 i timbri incassati in 450 minuti: 2 dal Lecce, 1 dal Genoa, 1 dal Napoli, 3 dalla Juventus, 1 dall'Atletico in Europa. Si riparte dalle dichiarazioni post-gara di martedì, Provedel vuole contribuire al ritorno della "normalità" all'Olimpico: «È stata un'emozione straordinaria, ma preferisco parare. Vorrei evitare di prendere gol, in questo periodo sono stati troppi». Lucido anche nei momenti di esaltazione, il numero uno (94) biancoceleste. La scorsa stagione, la sua prima a Roma, ha centrato il record di clean-sheet in Serie A: 21, a cui aggiungerne 1 (a livello personale) in Europa League. La fase difensiva come chiave del secondo posto in campionato. Ecco perché, gioia irrefrenabile a parte, le ambizioni della squadra passano per i numeri del reparto arretrato. Finora non hanno convinto, i risultati (1 vittoria, 1 pareggio e 3 sconfitte) ne sono la conseguenza. 

Lazio, la questione tiri in porta

Neanche Provedel ha potuto nulla, di fronte a certi dati. La Lazio, nelle 4 giornate di A fin qui disputate, è seconda in classifica per numero di tiri concessi: 67 come il Frosinone, soltanto il Sassuolo (68) ne ha subiti di più. Seguono Empoli e Monza a 62, Verona a 60, Salernitana a 58, Lecce a 56 e Cagliari a 55. Nemmeno una big nelle "prime" posizioni. Il discorso cambia poco contando le conclusioni contro che hanno centrato lo specchio: la squadra di Sarri, in questo caso, è quarta con 21 tentativi, peggio hanno fatto Frosinone (27), Empoli (23) e Verona (22). Piazzamenti poco onorevoli che non hanno permesso di ingranare la marcia giusta a inizio stagione. Pesano soprattutto - come ha ricordato Sarri in sala stampa - i ko inaugurali contro Lecce e Genoa. Provedel, con ancora accesi i riflettori della Champions per l'impresa, vuole spegnere le intenzioni degli attacchi avversari. 


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