Lazio, le ombre di Formello

Leggi il commento sulle dimissioni di Sarri e l'attacco di Lotito al gruppo
Lazio, le ombre di Formello© Getty Images
Stefano Chioffi
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Stefano Chioffi

Si erano creati due partiti dentro la Lazio: uno schierato accanto a Sarri e l’altro sempre più gelido nei confronti del capo. Sostituzioni contestate, dubbi sul modulo e sui carichi di lavoro. Non è servita neppure la cena organizzata dal tecnico, dopo la sconfitta di Firenze, per ritrovare lo stesso binario. Distanze e malumori che non avrebbero giustificato, nei ragionamenti di Sarri, la scelta di un compromesso: quello di continuare un rapporto sfilacciato, avariato, con troppi tarli. Ecco perché ha presentato le dimissioni, lasciando in eredità il secondo posto dello scorso campionato, l’ottavo di Champions raggiunto in questa stagione e una semifinale di Coppa Italia da giocare in aprile con la Juve. Quasi tre anni che hanno portato risultati prestigiosi e profitti economici, anche se qualcuno ricorda soltanto i quattro milioni netti che guadagnava a Roma. La Lazio non arrivava dietro ai campioni d’Italia dal 1999: dai tempi di Eriksson e Cragnotti, di Nesta e Vieri, di Mihajlovic e Salas. Ma le parole di ieri sera del senatore Lotito, davanti alle telecamere del Tg1, raccontano in modo ruvido e spietato anche un’altra verità: “È stato tradito dal comportamento di alcune persone, c’è qualcosa di strisciante all’interno del gruppo”. Riflessioni che mettono in discussione i recenti tweet al miele e i messaggi su Facebook che tanti calciatori hanno inviato a Sarri, come forma di ringraziamento e gratitudine.

Sarri abbandonato, Lazio a Tudor

Certi giudizi hanno un’efficacia che non ha bisogno di interpretazioni. L’idea di Lotito è che Sarri sia stato abbandonato, lasciato solo, in minoranza. Ma se davvero lo scenario fosse quello descritto dal presidente, la responsabilità non potrebbe ricadere esclusivamente su qualche giocatore. Possibile che la società non sia stata in grado di proteggere Sarri, di difenderlo e sostenerlo, di tutelare una scelta aziendale e di ristabilire gli equilibri interni? Il rischio è che nella Lazio, pronta a essere consegnata a Tudor, arrivato terzo l’anno scorso in Francia con l’Olympique Marsiglia di Guendouzi, sia nata una lotta di quartiere, una pericolosa caccia al colpevole: sarebbe un’altra sconfitta, soprattutto per una tifoseria offesa e disorientata, sempre più convinta che il tradimento nei confronti di Sarri sia cominciato in estate. Quando le promesse sul mercato non sono state mantenute. E i consigli di Mau sono rimasti su un foglio di carta.


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