Lazio in ansia, il mistero Dia si infittisce: come sta e cosa sta succedendo© LAPRESSE

Lazio in ansia, il mistero Dia si infittisce: come sta e cosa sta succedendo

L’attaccante senegalese ha contratto la malaria: attende il responso degli esami prima di tornare in Italia
Daniele Rindone
5 min

ROMA - Un alone di mistero (immancabile) e un nugolo di dubbi (inevitabili) avvolgono il caso Dia. L’attacco di malaria reso noto giovedì sera dalla FSF, la federazione senegalese, ha costretto l’attaccante della Lazio a saltare la partita con il Burkina Faso e a rimanere bloccato a Dakar. Dia aspetta di conoscere l’esito di alcuni esami imprecisati (forse lo stadio di sviluppo del parassita malarico) per fare ritorno a Roma, i risultati sono attesi per oggi. Questo filtrava ieri da Formello. I medici della Lazio sono in contatto con i medici della nazionale senegalese, unica fonte di informazione. Ma i contatti non sono frequenti e non proprio ragguagliati. C’è chi ha addirittura dubbi sull’effettivo accertamento della malattia. I particolari del caso, la certificazione del contagio, l’origine, ossia la puntura della zanzara (del genere Anopheles) che la trasmette, i tempi di incubazione, non sono ancora verificabili. Misteri e dubbi confondono e non chiariscono l’evoluzione della vicenda, innanzitutto quale sarà l’iter da seguire al rientro di Dia in Italia, se sarà o meno disponibile per Lazio-Bologna di domenica 24 novembre. Non è chiaro neppure se il giocatore sia fermo o si stia allenando a parte. Di ieri la notizia, rimbalzata dal Senegal, che dava Dia in campo a svolgere lavoro differenziato nel ritiro della sua nazionale. Ricostruzione smentita dalla Lazio.

Dia, la ricostruzione dei fatti

La malaria è una malattia infettiva, ma non si diffonde da persona a persona, ecco perché l’attaccante non è costretto alla quarantena né la Lazio deve sottoporsi a profilassi. Le zanzare infette sono gli unici vettori. In Italia è scomparsa a partire dagli anni ‘50 e i casi che si verificano sono legati principalmente ai turisti che rientrano da Paesi interessati dalla malattia, all’immigrazione a al trasporto involontario di zanzare infette da aree endemiche. La profilassi preventiva, per chi si reca in Africa, non è obbligatoria, è solo raccomandata. Non si sa neanche se Dia l’abbia iniziata in Senegal a fronte della comparsa dei sintomi, riferiti di «lieve entità», del tenore di un’influenza stando alle poche informazioni concesse. Se ha iniziato la profilassi o se la inizierà potrebbe durare 20 giorni. Solo il rientro chiarirà il suo stato fisico e i tempi di rientro. La comunicazione della nazionale senegalese era stringata: «Boulaye Dia ha avuto un attacco di malaria il giorno della partenza per Bamako, motivo per cui è rimasto a Dakar per continuare le cure».

Malaria, il precedente di Kouame

Kouame, attaccante della Fiorentina, si era fermato per malaria al rientro dalla Coppa d’Africa giocata in Costa d’Avorio. Il ritorno in Italia era avvenuto il 17 febbraio scorso, il 22 si sentì male. La Fiorentina lo sottopose a un “test per valutare una possibile infezione malarica, alla quale è risultato positivo. Il calciatore è stato ricoverato per le cure opportune e verrà rivalutato nei prossimi giorni", il comunicato dei viola. Fu dimesso dopo 4 giorni. Servì un certificato di un infettivologo e fu sottoposto ad un nuovo test di idoneità sportiva prima di tornare in campo. Saltò le partite del 26 febbraio, del 2 e del 10 marzo. Tornò in campo il 30 marzo, ma dopo il 10 scattò la sosta. Hamed Traorè giocava nel Bournemouth quando finì out, prima di trasferirsi a Napoli. La malaria lo costrinse a fermarsi a fine dicembre 2023, il 17 gennaio firmò con gli azzurri. I tempi di stop variano di caso in caso.

Dia, i tempi di recupero

Baroni aspetta notizie più di tutti. Già deve fare i conti con un centrocampo risicato, teme di perdere un uomo chiave in attacco. Dia è il perno del 4-2-3-1 e permette di programmare le staffette con Castellanos in Europa e quando si attua il 4-3-3 come avvenuto a Monza. Da fine novembre si giocherà sempre, pause finite.


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