© © Marco Rosi / Fotonotizia

Milan, si sceglie il nuovo ds: è corsa a due. In ballo anche Tare

Due i candidati in pole position per il ruolo di direttore sportivo del club rossonero
Antonello Gioia
Antonello Gioia

3 min

Pubblicato il 01.03.2025, 07:18 (Aggiornato il 01.03.2025, 07:52)

MilanMilan Tutte le notizie sulla squadra

MILANO - L'orchestra del Milan ha suonato una sequenza lunghissima di note stonate in questa stagione. Giovedì sera, senza dubbio, è andato in scena uno dei peggiori concerti. Eppure, anche dalle versioni musicali più strimpellate si può tirar fuori qualcosa di almeno minimamente orecchiabile. Allo stesso modo, anche da Bologna-Milan, partita che ha sancito (quasi) definitivamente l'impossibilità dei rossoneri di qualificarsi alla prossima Champions League, può arrivare una piccola conseguenza positiva per il prossimo futuro del club: l'esigenza, urlata dal campo, che è giudice supremo, di una sistemazione dell'assetto dirigenziale in vista della stagione ventura. Non se ne può fare a meno. E c'è tempo e modo per metterla in piedi, facendo leva su un finale di stagione che, doppio derby di semifinale di Coppa Italia a parte, regalerà poche partite e poche emozioni all'ambiente.

Milan, serve un uomo di campo

Zlatan Ibrahimovic, Geoffrey Moncada e Giorgio Furlani, seppur volenterosi, non hanno l'esperienza e i numeri necessari per coprire ciò che il management di un club come il Milan è chiamato a fare. C'è bisogno di qualcun altro, di una nuova figura, che conosca perfettamente l'odore dell'erba, i suoi pregi e i suoi difetti, le sue dinamiche e le sue richieste. Serve un direttore sportivo. I nomi, uscito di scena Andrea Berta, l'es Atletico Madrid destinato alla Premier, devono essere forti e di impatto, anche mediatico: Fabio Paratici, ex Juventus e Tottenham, e Igli Tare, ex Lazio, quelli in pole. Entro marzo il Milan dovrà sceglierlo, perché poi sarà proprio il nuovo ds a dover scegliere l'allenatore e chi va e viene della rosa. Rimane Conceiçao? Nel caso, chi al suo posto, da contattare il prima possibile? Che si fa con Leao, Theo e Maignan? Come reinvestire i soldi di eventuali cessioni importanti? Lo sconcerto di Bologna, forse, una spinta alla rivoluzione necessaria l'ha data.