
Il boomerang Inter sul tifo rossonero
È un curioso effetto boomerang quello che si registra qui a Milano nelle ore che seguono il magnifico approdo dell’Inter alla finale Champions di Monaco del 31 maggio prossimo. Di là, sponda neroazzurra, i meme, le foto rilanciate sui social e i racconti dei protagonisti, persino l’estasi delle radiocronache producono una ricarica straordinaria dell’umore, della simpatia e del credito dell’Inter formato Marotta- Ausilio-Inzaghi, di converso nel mondo Milan si moltiplicano i veleni, le critiche acide, i rimorsi (per l’era Maldini) e tornano le minacce di organizzare oceaniche manifestazioni di dissenso a poche ore dalla finale di coppa Italia che invece di medicare le ferite sanguinose, rischia di aumentare il tasso di insoddisfazione collettiva. È come se il successo del format Inter tornasse indietro, tipo appunto boomerang, e si abbattesse sulla sagoma del Milan a cominciare dal management del club che nel frattempo è sempre alla ricerca della figura promessa (da Furlani e Moncada, ripetutamente), cioè di un ds che -qualora dovesse arrivare- lo farebbe non proprio a tempo scaduto ma quando sarà scolpito il risultato finale della stagione (coppa Italia si o no, qualificazione Europa league si o no) e diventerà decisivo lo snodo riferito al destino della panchina. Su questo tema, mentre si disperdono nei rivoli delle indiscrezioni di calcio-mercato, le voci dell’arrivo di un nuovo inquilino a Milanello, guadagna qualche punto l’opzione riferita all’eventuale conferma di Sergio Conceiçao intento, nell’occasione, a chiedere e ottenere al suo gruppo col quale sembra in perfetta sintonia, una chiusura del torneo con il massimo dei punti a disposizione.
Persino le differenze tra Milan e Inter, di natura economico-finanziaria, scolpite dalla pesante eredità lasciata dal vecchio proprietario Zhang, sono diventate un motivo di depressione per il mondo Milan invece che una rassicurazione sul futuro. Le spese sul calcio-mercato, generose e ripetute (come ha dimostrato il mercato di gennaio) dal club, invece di assolvere proprietà e dirigenti dall’accusa di risparmiare e guardare solo ai conti e al bilancio, rappresentano un ulteriore motivo di dibattito interno che punta a segnalare i difetti del gruppo rossonero, cioè la mancanza di esponenti di grande personalità (Giroud e Kjaer mai sostituiti) e la costola italiana ridotta, in pratica, al solo Matteo Gabbia che pure è diventato un pilastro della chiacchierata difesa milanista dove Mike Maignan, forse non a caso, ha accresciuto il proprio rendimento scendendo di peso (dieta SC) al pari di Jovic. Inevitabile infine il rammarico legato alla scelta iniziale del tecnico (Fonseca) con Antonio Conte disponibile (l’estate scorsa) su piazza e pronto a trasferirsi in quel di Carnago, protagonista del duello tricolore tra Napoli e Inter.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
