Rinnovo Insigne, primo rebus per Spalletti al Napoli

Lorenzo ha un ingaggio top. Il presidente De Laurentiis per contenere i costi cerca un tiro a giro con il ribasso. È iniziata l’era azzurra di Luciano: il rinnovo sarebbe un ottimo viatico
Rinnovo Insigne, primo rebus per Spalletti al Napoli© Getty Images
Antonio Giordano

Manco fosse Benjamin Button, Lorenzo Insigne si trova al centro di curioso caso: e con le lancette che corrono regolarmente in senso orario, quando mancano «appena» 395 giorni al 30 giugno del 2022, la scadenza del contratto è un orizzonte cupo che avvolge chiunque, il Napoli compreso. Ma può mai finire così una liaison che dentro di sé porta ormai 396 capitoli - e sarebbero le presenze - infiocchettate da una fascia di capitano, da centonove reti e da una serie di annotazioni che non possono restare contemplate nella retorica tout court? Lorenzo Insigne è il capitano, nel suo piccolo anche il profeta in patria, il leader tecnico che se ne va pure in giro per il Mondo con la maglia numero 10 della Nazionale: ma tra un anno circa, e semplicemente allo scoccare del prossimo campionato, sarà (sarebbe) svincolato, a parametro zero, come cianfrusaglia qualsiasi.

Insigne e il discorso sul rinnovo con il Napoli

Tra il Napoli e il suo calciatore più carismatico esistono distanze incalcolabili, perché una trattativa vera, autentica, al di là delle manifestazioni reciproche non è mai cominciata: e quando nella clessidra i granellini di sabbia vanno esaurendosi, il pericolo di ritrovarsi nel cuore di una vicenda delicata, da maneggiare con estrema cura, diventa sempre più (sur)reale. L’ultima firma di Lorenzo Insigne risale al 17 aprile del 2017, accordo sontuoso - quattro milioni e mezzo di euro - per un quinquennale ch’è stato eroso dall’inevitabile fuga del tempo: e mentre si avvicina la deadline e nell’aria c’è l’assenza di una chiacchierata ufficiale, il rischio che il Napoli e il suo «scugnizzo» s’adagino in quella palude che viene artificiosamente creata tra offerta e domanda.

La speranza del Napoli su Insigne

Il Napoli ha la necessità di rivedere il proprio monte-ingaggi, nel quale la voce Insigne incide (al lordo) per poco meno di dieci milioni: e la necessità di restituire un equilibrio ai conti, ha lasciato trapelare, neanche tanto tempo fa, la tentazione di Adl di ritoccare con un tiro a giro, verso il basso, lo stipendio del fantasista. Insigne è, presumibilmente, al suo ultimo rinnovo, compirà trent’anni il 4 giugno, vuole appagare il proprio desiderio («restare a vita con la maglia azzurra addosso») e assecondare Adl, che nel 2012, al primo ritocco, gli augurò di diventare «il Totti del Napoli». Che però «sperava de firmà prima». Ne avrebbe colto i privilegi, ovviamente, anche Luciano Spalletti, che adesso si ritroverà, probabilmente, suo malgrado, a convivere con una situazione che tra la Roma e l’Inter e tra Totti e Icardi gli è divenuta abituale.

Napoli, ecco Spalletti: ora è ufficiale
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