Spalletti: "Carico il Napoli in un gruppo WhatsApp. La verità su Totti, Insigne e Koulibaly"

Intervista-confessione dell'allenatore toscano, che a DAZN ha parlato del rapporto con De Laurentiis e con l'ex capitano della Roma, oltre che degli addii illustri avvenuti in estate
Spalletti: "Carico il Napoli in un gruppo WhatsApp. La verità su Totti, Insigne e Koulibaly"© Getty Images
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La passione dei tifosi del Napoli, la rivoluzione estiva sul mercato, il rapporto con Aurelio De Laurentiis e quello con Francesco Totti. Luciano Spalletti è stato protagonista di una lunga chiacchierata su 'DAZN' per la prima puntata della nuova stagione di Linea Diletta.

Spalletti e il nuovo Napoli: "Ripartiremo dal 4-3-3"

Nell'intervista concessa a Diletta Leotta il tecnico del Napoli ha spaziato su vari temi, partendo dalla propria concezione calcistica da applicare in una piazza esigente come quella della città partenopea: "In campo mi piace vedere una squadra che vuole dare battaglia a qualsiasi avversario, come è successo l'anno scorso contro il Barcellona: abbiamo pareggiato là e perso con tanti gol di scarto in casa, ma a me è piaciuto di più l’atteggiamento visto a Napoli anche se è difficile andarlo a raccontare perché abbiamo preso due gol in pochi minuti e fatto tanti errori. Calcisticamente parlando Napoli è una piazza importante e ambiziosa oltre che molto passionale. L’amore e la passione le vedi dal primo buongiorno al mattino, io lo apprezzo, mi arrabbio solo quando vedo che non viene riconosciuto l’impegno dei ragazzi, i tifosi devono stare tranquilli perché questo non mancherà mai. Tatticamente ripartiremo dal 4-3-3 che ci ha dato soddisfazioni, sperando ci sia la possibilità di sviluppare un gioco apprezzabile per un pubblico tanto esigente ed intenditore, che ha visto giocare il più forte di tutti, Maradona. Ai tifosi del Napoli non puoi nascondere niente, ti sgamano subito".

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Spalletti, il Napoli e il gruppo WhatsApp "Sarò con te"

Poi si passa a parlare dei tanti cambiamenti vissuti in quest'estate sul mercato, che non hanno però abbassato il grado di personalità e di competitività del gruppo. E c'è anche spazio per un retroscena sulla scorsa stagione relativo alla delicata vigilia della trasferta di Torino contro la Juventus: "Quest’anno abbiamo cambiato molto, ma vedo che i nuovi sono già in sintonia con chi c’era già. Avremo bisogno di un po’ di tempo, ma abbiamo già dei leader e penso a Di Lorenzo, Rrahmani, Anguissa e Osimhen che potrà diventarlo. Di Lorenzo capitano? È stata una scelta facile, possiede le qualità per relazionarsi con i compagni e con gli avversari. Abbiamo anche un gruppo WhatsApp nel quale spesso ci confrontiamo, si chiama “Sarò con te”, l’ho usato nelle partite in cui sono stato costretto a rimanere a casa come la trasferta contro la Juventus. Ricordo che tutti volevano che non si giocasse per le tante positività al Covid, ma io scrissi che ero contento che ci facessero giocare perché ci eravamo allenati bene e perché chi c’era e aveva giocato poco fino a quel momento aveva una grande opportunità che è stata sfruttata".

Spalletti e la leadership di Koulibaly: "Era il mio comandante"

Gli addii di Koulibaly e Insigne però lasciano un vuoto: "Koulibaly entrava nel mio ufficio tutte le mattine, era un abbraccio fatto di muscoli, era il vero influencer dello spogliatoio, il Comandante: per me è come aver perso un collaboratore. In campo si faceva sentire con la sua voce e la prestanza fisica, era come se fosse un allenatore, voleva sempre attaccare, recuperare palla alto, diceva sempre “mangia mangia”, voleva dire 'Mangia campo, saltiamogli addosso'. Ho fatto di tutto per convincerlo a rimanere ma lui aveva preso la decisione con la famiglia. Kvaratskhelia è un ragazzo dal quale ci aspettiamo molto, è andato a sostituire un campione che ha deciso di fare nuove conoscenze. Io ho sperato fino alla fine che Lorenzo rimanesse con noi, ma alla fine non sarebbe stato giust trattenerlo
in dall’inizio".

"Totti? Ottimo rapporto, con la serie tv mi ha reso popolare"

Infine, il rapporto con De Laurentiis e quello con Francesco Totti, dall'addio al calcio della bandiera delal Roma alla serie tv incentrata sul rapporto tra l'ex numero 10 giallorosso e lo stesso Spalletti: "Con De Laurentiis tutti scommettevano che sarebbe stata dura arrivare in fondo alla prima stagione, invece spesso ci incontriamo. Abbiamo i nostri punti di vista, però per ora c’è buon dialogo. Mi disturba sentire che Icardi e Totti hanno finito a causa mia. Non è vero. Icardi non è andato via con me, ma con Conte che avrebbe potuto utilizzarlo perché era ancora un calciatore dell'Inter. Totti è stato fondamentale per me come apporto dato alla squadra, a livello di personalità, poi se riavvolgiamo il nastro, per me è tutto chiaro. Ha finito quando tutti sapevano che avrei lasciato a fine anno, avrebbe potuto continuare. In quella Roma c’era gente Keita, Maicon, Strootman, Nainggolan, De Rossi. Se non avessi fatto la cosa giusta, sarebbe stato difficile essere seguito: se avessi davvero commesso un torto a Totti sarebbe stato impossibile arrivare secondi davanti al Napoli. La serie tv? Ne ho sentito parlare, l’ho guardata un po’, quello che è sbagliato è che aveva contenuti per farla su di sé e l’ha fatta su di me, mi ha fatto diventare un personaggio popolarissimo. C’erano due tre scene che se me le avesse chieste glie avrei prestate volentieri, avrebbe fatto un boom di ascolti. Un giorno farò la mia…".


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