Anguissa dà al Napoli un tocco da Premier

Seconda stagione con Spalletti, tra quantità e qualità. Trasmette ai compagni “qualcosa in più”
Anguissa dà al Napoli un tocco da Premier© LAPRESSE
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Fabio Mandarini
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NAPOLI- La sensazione era quella - netta -, ma poi domenica a San Siro è arrivata anche la consacrazione. A precisa domanda sulla famosa storia dello spessore e della personalità infilate in valigia dai vari Koulibaly, Mertens e illustri colleghi ormai lontani, Marco Domenichini, vice di Spalletti ma in panchina con il Milan per la squalifica del boss, ha risposto così: «Indubbiamente Anguissa, Frank, riesce a tirare fuori quel qualcosa in più da trasmettere alla squadra». Il leader. Il leader statuario, montagna di muscoli, forza e saggezza: il professore del centrocampo, addirittura rettore magnifico con il Liverpool in Champions, che più passa il tempo e più induce a rispolverare una vecchia domanda rimasta senza risposta: chissà perché la Premier, e i grandi della Premier, se lo siano fatti scappare così pur avendolo a due passi. Già, chissà com'è. Un gigante, lui. Un giocatore super e un centrocampista completo come pochi: il Napoli ha prima pagato 500mila euro per il prestito nel 2021 e poi, a maggio, ha esercitato il diritto di riscatto versando al Fulham 15 milioni. Un affare colossale.

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La crescita di Anguissa

E allora, il prof. Il primo leader della squadra, attenendosi al discorso di Domenichini, e soprattutto un uomo che a 26 anni, e dopo una serie di esperienze a questo punto enigmatiche per come sono finite, ha trovato la sua dimensione perfetta. E poi il debutto in Champions il 7 settembre con i Reds, notte di una prestazione pazzesca. Non aveva mai giocato la grande coppa e fa quasi ridere; ma è la verità. Anguissa è un giocatore dal fisico bestiale che abbina qualità e quantità, fase difensiva e offensiva, manovra, copertura, inserimenti, dribbling e dalla notte con il Liverpool anche gol. Frank è un crack, soprattutto alla luce dell'investimento ricamato dal ds Giuntoli: un'estate fa il Fulham lo ha ceduto in prestito con diritto riscatto - neanche obbligo -, confermando l'idea che in Inghilterra non ci credevano più. Già, il fondato sospetto è questo. E pensare che nel 2018, per acquistarlo dall'OM di Rudi Garcia, uno che lo ha valorizzato e lo stima tantissimo, aveva speso 30 milioni. Un mistero. Un rebus che il Napoli ha risolto con maestria e con la benedizione di un vecchio amico: Albiol. Che lo ha conosciuto al Villarreal, dove ha giocato in prestito nella stagione 2019-2020, e lo ha subito sponsorizzato: Raul è uno che capisce di calcio.

Intoccabile per Spalletti

Spalletti non ha perso un solo istante per lanciarlo: neanche il tempo di arrivare e via in campo con la Juve dall'inizio. Un paio di giorni dopo. Era l'11 settembre 2021: da quel momento, Anguissa è diventato un riferimento, un intoccabile, un imprescindibile per mille motivi tecnico-tattici, atletici e per lo spessore. Non è un caso che sia il nuovo totem, insomma, e anche che finora le abbia sempre giocate tutte. E tutte da titolare. Il turnover non lo riguarda, non lo sfiora; e fortuna del Napoli che il ct del Camerun, Song, abbia deciso di non convocarlo per le amichevoli di questa sosta. Una delle quali a Seul con la Corea di Kim, martedì: una scelta basata sulla necessità si scoprire nuove soluzioni, considerando che Frank è una colonna della Nazionale che ha conquistato il bronzo in Coppa d'Africa e ha già il posto assicurato per il Mondiale in Qatar. Sabato con il Torino, insomma, ci sarà. Fresco, riposato e titolare. E leader di un sogno chiamato scudetto.

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