Napoli, faccia a faccia tra Osimhen e Rudi Garcia: cosa si sono detti

L'attaccante nigeriano è stato ricevuto dall'allenatore nel suo ufficio a Castel Volturno: scoppia la pace, caso archiviato per tornare a vincere
Napoli, faccia a faccia tra Osimhen e Rudi Garcia: cosa si sono detti© ANSA
Fabio Mandarini
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Il day after fa più scena, è la lingua madre di Osimhen, ma tutto sommato per raccontare il giorno dopo lo scontro di Bologna, e le conseguenze della plateale protesta di Victor nei confronti di Garcia dopo la sostituzione con Simeone decretata sullo 0-0 e contestata proprio tatticamente dall’attaccante (che chiedeva di giocare a due punte con il Cholito), serve molto meno. Basta l’italiano, la chiave della comunicazione che Osi e Rudi, madrelingua francese, avranno scelto per venirsi incontro. Per capirsi, per spiegarsi: i due hanno parlato ancora ieri al centro sportivo di Castel Volturno, però a freddo, dopo il vivace scambio a caldo andato in scena al Dall’Ara, subito dopo la partita con il Bologna. A pochi minuti dai fatti. Il pregresso, cioè il primo faccia a faccia, è stato comunque superato dalla seconda chiacchierata: l’allenatore ha chiamato il giocatore nel suo ufficio e quel che si sono detti resta nel sacro e sacrosanto diritto di riservatezza chiamato spogliatoio. L’unica e ultima zona di comfort blindata da quei riflettori che domenica hanno illuminato tutto quello che poteva essere illuminato: dita, espressioni, pensieri, malesseri. Il chiarimento tra il leader tecnico e il leader della squadra, comunque, era inevitabile e necessario: Osimhen ha avuto una reazione eccessiva, è consapevole, non intendeva mancare di rispetto, ma ha spiegato sia al tecnico faccia a faccia sia ai compagni di essere agitato dalla fame di vittorie. Dalla frustrazione di risultati che stridono con il recente passato di gloria. Dalla voglia di tornare al volo a macinare risultati, avversari, gol. Cose di calcio, incidenti di percorso: ma domani si gioca arriva l’Udinese al Maradona, il Napoli non vince dalla seconda giornata con il Sassuolo e Osi da quella giornata è stato perseguitato dalla sfortuna tra pali, traverse, portieri e il rigore sbagliato a Bologna. Tanti motivi per cancellare il recentissimo passato. Per poi ripartire.

Rudi Garcia non tollera le reazioni

Un solo obiettivo: tornare velocemente a vincere. Al volo. Meglio se tra ventiquattro ore, domani, giorno della sesta giornata di un campionato che nelle ultime tre partite ha prodotto due pareggi, con Genoa e Bologna, e una sconfitta con la Lazio. Due punti. L’ultimo, al Dall’Ara, collezionato domenica in mezzo a tanta, troppa agitazione: la sostituzione, un primo e teso confronto nello spogliatoio e poi la chiacchierata di ieri. Dopo averci dormito su. Garcia, ovviamente amareggiato per quel che è accaduto, ha invitato Osimhen nel suo ufficio e il resto è storia privata. Con finale però interessante: il chiarimento. Nel nome del Napoli e della comune voglia di vincere. Victor è un istintivo irriducibile che non vorrebbe perdere neanche un capello, ma certe reazioni non possono essere tollerate dall’allenatore. A prescindere e anzi senza entrare nel merito delle questioni tattiche. Acqua passata, comunque: tutto chiarito, finita qui, niente multa come fu per Kvara. E poi la squadra in questo momento ha altre priorità, altre necessità: lo sa Garcia, lo sa Osi, lo sa tutto il gruppo. Oggi a tavola, in occasione della cena di gruppo in programma dopo la rifinitura al Maradona, si parlerà soltanto di una cosa: battere l’Udinese.


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