Kvaratskhelia, una goduria per il calcio

Leggi il commento sulla prestazione dell'attaccante del Napoli e degli altri azzurri, vittoriosi in rimonta al Maradona contro il Verona
Pasquale Salvione

I segnali sono tanti e sono importanti. Vanno colti, studiati e sfruttati. La vittoria con il Verona può dare al Napoli una nuova dimensione nel momento più delicato della stagione, in cui non è più possibile sbagliare. In quattro mesi ci sono traguardi importanti da inseguire, dalla qualificazione in Champions a quella al prossimo Mondiale per club. Mazzarri ha possibilità di centrarli tutti grazie ai suoi assi nella manica.

Riecco il vero Kvaratskhelia

A partire dal primo visto ieri al Maradona, il miglior giocatore dello scorso campionato. Quando Kvara gioca così diventa difficile per tutti, un avvio di stagione al di sotto delle sue possibilità aveva ridato fiato ai critici. Guardarlo ondulare in campo è un piacere, ammirarlo mentre danza davanti agli avversari lascia a bocca aperta, vederlo quando risolve con una magia partite come quelle di ieri è una goduria per tutti gli amanti del calcio. Il suo è un segnale da vero fuoriclasse, che può diventare ancora più imprevedibile se riesce a muoversi sul campo senza dare punti di riferimento. Quando ieri ha traslocato dalla fascia al centro ha fatto saltare il banco, se impara a liberarsi dalle gabbie non lo riprendono più.

La qualità di Ngonge

Così come può diventare difficile arginare tutte le frecce nell’arco azzurro. La firma sulla vittoria di ieri l’ha messa anche Ngonge, il fantasioso belga voluto a tutti i costi dal presidente De Laurentiis. La sua verve, la sua qualità, il suo fiuto del gol vanno ad aggiungersi alle nuove soluzioni arrivate dal mercato. In attesa di scoprire Traore e valutare Dendoncker, la scelta del belga e quella di Mazzocchi possono dirsi già positive.


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La completezza della rosa

In generale è la rosa a dare una sensazione di completezza. Ieri sono stati proprio i cambi a stravolgere la partita: Mazzarri ha costruito la rimonta con le sue scelte dalla panchina. A parte Mazzocchi e Ngonge, un’altra risposta importante è arrivata da Lindstrom. Forse spronato dal biglietto con i suoi numeri tirato fuori alla vigilia dalla tasca dal presidente De Laurentiis o forse finalmente libero da condizionamenti psicologici: altro che bidone dell’anno, il danese ha le qualità per fare la differenza. Magari sulla fascia, dove evidentemente si sente più a suo agio.

Carattere azzurro, aspettando Osimhen

Ma, a parte le prestazioni dei singoli, la risposta più significativa Mazzarri l’ha avuta dal carattere. È stata sempre l’arma in più delle sue squadre, ieri l’ha rivista anche in questo Napoli. In pochi, dopo il gol subito, avrebbero immaginato una reazione del genere. Invece la squadra ci ha creduto fino alla fine, proprio come piace a lui. Un altro segnale importante, in attesa del ritorno di Osimhen. La partita con il Milan di domenica prossima sarà l’ultima senza il nigeriano. È quello il tassello che manca per completare il puzzle.


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I segnali sono tanti e sono importanti. Vanno colti, studiati e sfruttati. La vittoria con il Verona può dare al Napoli una nuova dimensione nel momento più delicato della stagione, in cui non è più possibile sbagliare. In quattro mesi ci sono traguardi importanti da inseguire, dalla qualificazione in Champions a quella al prossimo Mondiale per club. Mazzarri ha possibilità di centrarli tutti grazie ai suoi assi nella manica.

Riecco il vero Kvaratskhelia

A partire dal primo visto ieri al Maradona, il miglior giocatore dello scorso campionato. Quando Kvara gioca così diventa difficile per tutti, un avvio di stagione al di sotto delle sue possibilità aveva ridato fiato ai critici. Guardarlo ondulare in campo è un piacere, ammirarlo mentre danza davanti agli avversari lascia a bocca aperta, vederlo quando risolve con una magia partite come quelle di ieri è una goduria per tutti gli amanti del calcio. Il suo è un segnale da vero fuoriclasse, che può diventare ancora più imprevedibile se riesce a muoversi sul campo senza dare punti di riferimento. Quando ieri ha traslocato dalla fascia al centro ha fatto saltare il banco, se impara a liberarsi dalle gabbie non lo riprendono più.

La qualità di Ngonge

Così come può diventare difficile arginare tutte le frecce nell’arco azzurro. La firma sulla vittoria di ieri l’ha messa anche Ngonge, il fantasioso belga voluto a tutti i costi dal presidente De Laurentiis. La sua verve, la sua qualità, il suo fiuto del gol vanno ad aggiungersi alle nuove soluzioni arrivate dal mercato. In attesa di scoprire Traore e valutare Dendoncker, la scelta del belga e quella di Mazzocchi possono dirsi già positive.


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