Dal vaffa a Garcia al contadino Spalletti: le 5 rivelazioni di De Laurentiis

Il presidente del Napoli a tutto campo nel corso della conferenza stampa odierna: tutti i dettagli inediti svelati davanti a microfoni e taccuini

Aurelio De Laurentiis è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sul mercato appena terminato e la stagione in generale. Come sempre, il presidente del Napoli non è stato banale su Spalletti, Garcia e tanto altro ancora: il numero uno del club azzuro ha svelato diversi retroscena vissuti nell'ultimo anno.

Cena con Spalletti

ADL ha, innanzitutto, raccontato di come l'eliminazione in Champions League contro il Milan della scorsa stagione abbia demoralizzato Spalletti: "Il 21 aprile, per tirare su il morale di Spalletti, gli mandai giuridicamente l'esercizio dell'opzione per la stagione successiva. Gli mandai la PEC, mai avrei creduto che nella cena del 12 maggio Spalletti ci comunicasse un anno sabbatico per tornare a fare il contadino e coltivare la terra". Un gesto che, però, ha sortito l'effetto contrario: "Mai avrei creduto che nella cena del 12 maggio mi annunciasse la volontà di prendersi un anno sabbatico. Il mio errore, e accuso me stesso, è stato imporre la mia esercitazione dell'opzione, poi ci sarebbe stata una causa e forse avrebbe abbondanato, ma avrei dovuto tenere il pugno fermo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Vaffa a Garcia

Poi la scelta di puntare su Rudi Garcia, esonerato a novembre dopo la sconfitta casalinga contro l'Empoli: "Perché l'ho mandato via? Sono sceso nello spogliatoio dicendo che sbagliava a giocare così, mi disse 'Mi lasci fare'. O lo mandavo affanculo, o stavo zitto. All'intervallo gli dissi 'che cazzo vuoi fare? farti cacciare?!' Questo cavolo di Empoli ci crea sempre problemi, anche con Spalletti".


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Squadre che non si possono iscrivere alla Serie A

De Laurentiis ha proseguito commentando anche i conti del Napoli rispetto a quelli delgi altri club: "Siamo l'unica squadra in Italia con un bilancio in attivo, contro squadre indebitate per 1 miliardo e che non dovrebbero neanche iscriversi. Fatturiamo il 50% di Juve Inter e Milan e quindi dobbiamo essere perfetti, non dobbiamo sbagliare nulla altrimenti perchè dovrei mettere i miei soldi per lo stadio ed il centro sportivo con 12 campi. In Lega sento però 1 ora del calcio femminile con 6 squadre di Serie A, portandole al professionismo con tutti i costi del caso, ma io dico non vi fate i conti. Poi molti neanche ci sono: tranne me e Lotito, forse Setti e Percassi, neanche Commisso, ma i proprietari dove sono? Nel Consiglio c'è l'Empoli, l'Atalanta, Milan e Verona che prendono le decisioni perchè questo fa comodo a Lotito".


© RIPRODUZIONE RISERVATA

La chiamata a Rongoni

Il presidente è poi tornato anche sulla preparazione atletica di Rongoni: " Dovevo andare da Garcia e dirgli: fuori tu o Rongoni. Ho pensato tante volte ad esonerare prima Garcia, prima ancora dell'evento Luiss a Roma. Avete scritto che avevo tolto potere a Garcia venendo qui a Castel Volturno: ero interessato affinché andasse bene, il sogno di incassare soldi decresce o sfuma. Bisogna dire una cosa: se dico una frase, magari è perché Garcia deve cambiare. Io ho chiamato un paio di volte il preparatore atletico, doveva fare le stesse cose fatte da Spalletti".


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il brutto carattere

In conclusione, una battuta sul suo "brutto carattere": "Le cose nel Napoli sono serenissime, ma tutte le persone che lavorano, e forse non avete interpretato la frase in cui dicevo di essere imprenditore e non prenditore: sono nel mondo dei gelati e me ne interesso, nel mondo delle automobili, nel mondo delle sale cinematografiche ed immobiliare, nel Napoli e nel Bari, nei film decido io cosa fare. Forse i successi li ho avuti sapendo interpretare ciò che voleva il pubblico. [...] lo vengo dal mondo dei sogni, interpreto il calcio come le persone che vogliono riscattarsi. I soldi però sono i i miei. [...] In una città dove ci sono stati fallimenti ed io ho portato la squadra in Europa senza imbrogliare, mi aspettavo che mi venisse riconosciuto. Perché posso mandare affanculo Tizio e Caio? Perché non ho scheletri negli armadi. Do sempre seguito alla ragione. Non sono l'uomo del compromesso, non lo sarò mai, come mio padre. Non ho un brutto carattere, lo dimostrerò".


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Aurelio De Laurentiis è intervenuto in conferenza stampa per fare il punto sul mercato appena terminato e la stagione in generale. Come sempre, il presidente del Napoli non è stato banale su Spalletti, Garcia e tanto altro ancora: il numero uno del club azzuro ha svelato diversi retroscena vissuti nell'ultimo anno.

Cena con Spalletti

ADL ha, innanzitutto, raccontato di come l'eliminazione in Champions League contro il Milan della scorsa stagione abbia demoralizzato Spalletti: "Il 21 aprile, per tirare su il morale di Spalletti, gli mandai giuridicamente l'esercizio dell'opzione per la stagione successiva. Gli mandai la PEC, mai avrei creduto che nella cena del 12 maggio Spalletti ci comunicasse un anno sabbatico per tornare a fare il contadino e coltivare la terra". Un gesto che, però, ha sortito l'effetto contrario: "Mai avrei creduto che nella cena del 12 maggio mi annunciasse la volontà di prendersi un anno sabbatico. Il mio errore, e accuso me stesso, è stato imporre la mia esercitazione dell'opzione, poi ci sarebbe stata una causa e forse avrebbe abbondanato, ma avrei dovuto tenere il pugno fermo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA
1
Dal vaffa a Garcia al contadino Spalletti: le 5 rivelazioni di De Laurentiis
2
Vaffa a Garcia
3
Squadre che non si possono iscrivere alla Serie A
4
La chiamata a Rongoni
5
Il brutto carattere