Napoli, perché Politano è il tesoro di Conte© LAPRESSE

Napoli, perché Politano è il tesoro di Conte

Primo tra gli attaccanti utilizzati, il jolly della corsia di destra resiste ancora una volta all’avvicendarsi dell’allenatore
Fabio Tarantino
5 min

L’equilibratore, ora attaccante e ora difensore, esterno a tutta fascia, una spina nel fianco per gli avversari e una freccia nell’arco di Conte. Questo e altro è diventato dall’estate a oggi Matteo Politano, un prezioso jolly della corsia destra che nel tempo, all’età di 31 anni, nel pieno della propria consapevolezza tecnica, ha imparato ad essere tanti calciatori assieme e a fare tutto ciò che occorre per confermarsi protagonista. C’è un dato che emerge tra le statistiche: con 654 minuti in campo, Politano è il quinto giocatore più utilizzato della rosa ma è il primo tra gli attaccanti. Al secondo posto c’è Kvaratskhelia. La conferma in cifre della sua importanza nell’economia tattica del gioco di Conte. 

Napoli, Politano insostituibile

Politano è diventato un insostituibile e col cambio modulo, l’inserimento di McTominay e il passaggio al 4-2-4 in fase attiva, il suo è un ruolo chiave perché in base ai suoi movimenti permette alla squadra di allungarsi in campo aperto e ricompattarsi in una sorta di 5-3-2 con l’esterno sulla linea dei difensori per chiudere ogni varco. Un’intuizione tattica che Conte ha potuto sperimentare contando sulla piena disponibilità di Politano, che giocherebbe ovunque e farebbe qualsiasi cosa pur di ritrovarsi ogni volta tra i protagonisti di questa cavalcata che sta entusiasmando i tifosi.  

Maturità 

Questo Politano non è lo stesso che Conte conobbe all’Inter quando aveva 26 anni. Dopo la gara contro il Como, l’allenatore del Napoli lo aveva elogiato così: «È un giocatore che, rispetto all’Inter, ho ritrovato molto più cresciuto e maturo sotto tutti i punti di vista: voglia, abnegazione, da un punto di vista tattico e di sacrificio. Con lui sono sereno». Per questo Politano, in gol per la prima volta quest’anno contro il Monza, non esce quasi mai dal campo. Viene sostituito solo nel finale, spesso perché ha dato tutto, dopo infinite rincorse e sprint di generosità.  

Concorrenza  

David Neres, che gioca anche a sinistra, sa bene che la concorrenza è serrata. Politano si tiene stretto il suo posto. È abituato a farlo. Nell’annata scudetto si alternò per tutta la stagione con Lozano, lo scorso anno nonostante l’arrivo di Lindstrom - c’era anche Elmas - le ha giocate quasi tutte, come in questa stagione. Fino ad ora. In sintesi: cambiano gli allenatori e arrivano nuovi esterni, ma Politano resta la costante del Napoli. Dal 2020 ad oggi ha collezionato 202 partite. Ieri mattina, intanto, una buona notizia: nella notte tra giovedì e venerdì, infatti, una pattuglia del commissariato di Poggioreale ha ritrovato la sua auto in un parcheggio a Casoria. La Smart gli era stata rubata mercoledì a Posillipo, lo stesso giorno dello sfogo social di Juan Jesus - all’alba - per il tentativo di furto della sua auto

Politano punta la Nazionale  

La costanza di rendimento con il Napoli può essere un gancio per ritrovare la convocazione in Nazionale. Politano ci spera, è uno dei suoi obiettivi. L’ultima presenza quasi un anno fa, il 20 novembre 2023, 19 minuti contro l’Ucraina nelle qualificazioni agli Europei. Spalletti lo conosce bene, insieme hanno vinto uno scudetto. Il suo ruolo al Napoli può essere anche utile per incastrarsi bene nelle nuove idee tattiche del ct dell’Italia. Ma tutto passerà dalle prossime prestazioni con il Napoli. Politano lo sa. 


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