Il Napoli contro il Milan con un dubbio in attacco. E Conte può cambiare modulo

Il rientro di Neres offre al tecnico azzurro la chance di modificare l'impostazione tattica ma Raspadori sta vivendo un grande momento: la situazione
Fabio Mandarini
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Prima o poi doveva succedere e puntualmente è successo con il ritorno di Neres. Dibattito aperto, tavolo tecnico e tattico: l’asso brasiliano è pronto, ma il Jack di Raspadori lo è già da un po’. Scintillante con il Napoli e in Nazionale, mai cosi bello di giorno e di notte perché mai come in questo periodo s’è mosso in un attacco a due punte a prescindere dalla difesa a tre, a tre e mezzo o a quattro come a Venezia. Raspa brilla, è nel pieno di un eccellente momento di forma psicofisica, e da quando ha cominciato a giocare con quella continuità mai annusata da settembre a metà febbraio s’è messo anche a segnare e a decidere. Ricamando tra l’altro una buonissima intesa con Lukaku, alle spalle o nei pressi del centroboa, a legare il gioco, a fare la seconda punta e poi su e giù come un mediano. Molto bene davvero, Jack. Ottime prestazioni e 3 reti nelle cinque partite giocate dal primo minuto da quando è uscito Neres, oltre a quella contro la Germania su rigore. Ma ora David è tornato, dicevamo: il jolly è lui, cioè l’asso di gol e assist nel taschino di Conte, la carta (non) a sorpresa per dare un senso di maggiore pericolosità a un attacco nato con un difetto di fabbrica. Sì: la squadra concretizza poco o comunque molto meno di quanto riesce a creare. Ed è sufficiente valutare curriculum e carriere per scoprire che a parte Lukaku - con picchi nell’Inter del signor Antonio - nessuno ha un regolare carnet da cannoniere. Fino a un certo punto, però, il Napoli ha conquistato la scena nel nome della continuità e di un 4-3-3 che Neres ha aiutato a decollare. E ora, a quattro giorni dalla partita contro il Milan al Maradona, il tavolo tattico è aperto. 

Napoli con le due punte

Dalla Lazio in poi, Raspadori è entrato di prepotenza sulla scena: ha prodotto gol, Lukaku l’ha innescato con Lazio e Fiorentina e a Como s’è messo in proprio; s’è fermato con l’Inter e a Venezia prima della sosta, invece, l’ha bloccato il palo. Un palo interno colpito a cinque minuti dall’inizio con un tiro secco, preciso e carico di sfortuna: sarebbe cambiata la partita e probabilmente, chissà, la rincorsa sull’Inter sarebbe stata meno complessa. Fatto sta che proprio fino allo scontro diretto con i campioni al Maradona, Conte ha sfoderato un 3-5-2 con Romelu e Jack in attacco; con la Fiorentina ha alternato momenti a cinque e a quattro dietro e poi al Penzo ha varato un 4-2-3-1 con Politano e McTominay nel tris di trequarti insieme con Raspadori, sempre spalla del centravanti. Formula possibile anche con il Milan.

Napoli, doppia chance

Domenica, però, il tecnico potrebbe anche rilanciare un 4-3-3 con Neres. Potrebbe, volendo: e questo lo scopriremo solo allenando e vivendo i giorni che gradualmente accompagneranno alla partita del Maradona. Fatto sta che David è l’uomo a misura di tridente, è l’esterno tipo micidiale che punta e salta, che crea superiorità, che ha nel sangue brasiliano l’assist e la giocata un po’ samba e un po’ ginga. Al top della condizione, come il popolo azzurro lo ha ammirato e gli avversari l’hanno subito da Udine all’Udinese, dal 14 dicembre 2024 al 9 febbraio, è andata così. Poi, la lesione alla coscia sinistra. L’infortunio muscolare proprio contro i bianconeri del Friuli, una partita-bivio che pian piano ha visto il Napoli frenare e rallentare dopo una splendida serie di dieci risultati consecutivi, con sette vittorie in fila. Tutte all’epoca del miglior Neres. Cosa accadrà con il Milan? Attendere per sapere. Con la consapevolezza che se anche dovesse proseguire sulla strada pre sosta, in attesa che David recuperi la condizione ideale per sgasare dal primo minuto, Conte avrebbe comunque in panchina una carta per cambiare la partita in corsa. Mica un jolly da sottovalutare. Abbondanza, finalmente, per lui.


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