Napoli, c'è di nuovo un ex Inter nella corsa allo Scudetto

Dopo Vieira e il suo Genoa c'è il Parma di Chivu da affrontare per gli azzurri di Conte, che all'andata superarono gli emiliani in rimonta: tutti i dettagli
Fabio Mandarini

Pubblicato il 14.05.2025, 08:05

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La resilienza del Napoli di Conte

Ma Lukaku è soltanto uno degli irriducibili di Conte. Perché è così che è stata catalogata finora questa squadra: un gruppo di resilienti, concetto che piace moltissimo al suo allenatore; e resilienti nell’accezione più scientifica del termine, capaci di assorbire i colpi senza rompersi mai. Una caratteristica scoperta contro il Parma nove mesi fa e poi allenata, affinata, migliorata. E ora più che mai il Napoli dovrà tirarla fuori al culmine della maratona scudetto, nel clou di una stagione ridotta a un bivio: inutile girarci intorno, è quel che è diventato il campionato. Due partite, due giornate, centottanta minuti di passione, sofferenza e resistenza.

Trasferta al Tardini senza restrizioni per i tifosi

La squadra ha ricominciato a lavorare ieri dopo un giorno di riposo e relax. Qualcuno, cioè Politano, ha anche trovato l’attimo che fugge per sposarsi: che possa essere il simbolo della settimana del Napoli, amore e devozione. Ieri, per gradire, è arrivata anche l’ufficializzazione dell’apertura della trasferta a tutti i tifosi che saranno fortunati e bravi ad aggiudicarsi uno dei biglietti a disposizione del settore Ospiti del Tardini: 3.500 i biglietti sul tavolo, nessuna restrizione applicata da Osservatorio e Casms ai residenti campani. Tanti napoletani vivono in zona, ma attenzione: il resto dei tagliandi dello stadio potranno essere acquistati soltanto dai residenti a Parma e provincia, muniti di tessera del tifoso del club gialloblù. Insomma, la classica onda azzurra in Emilia sarà giocoforza più contenuta ma è ragionevole pensare che piomberanno oltre cinquemila persone a spingere il Napoli verso un sogno. Una chimera, una follia nove mesi fa: il 31 agosto 2024 nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato su quella squadra che fu capace di ribaltare il Parma soltanto a tempo scaduto, in dieci per l’espulsione del portiere e con un difensore in porta. Già: e invece, quella notte nacque il Napoli di Conte.