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Götze, da 'Miracle Boy' a 'Fata paffuta': ecco il talento perduto che piace alla Roma

Ventotto anni a giugno, l'attaccante si svincolerà dal Borussia Dortmund al termine della stagione. Era uno degli astri nascenti del calcio tedesco, ma negli anni si è perso. Petrachi lo cerca per farlo tornare a splendere

Götze, da 'Miracle Boy' a 'Fata paffuta': ecco il talento perduto che piace alla Roma
© Getty Images

ROMA“Mario Gotze si è perso, in futuro lo vedo soltanto in squadre di media fascia”. La previsione di Michael Rummenigge, fratello minore del più noto Karl-Heinz, non può che far piacere alla Roma di Paulo Fonseca, interessata a mettere sotto contratto l’attaccante che si svincolerà dal Borussia Dortmund il prossimo 30 giugno. In Germania sono sicuri: Gotze lascerà la Bundesliga per provare una nuova avventura all’estero. Petrachi - come riportato anche nell’edizione odierna del Corriere dello Sport - si è mosso da tempo per provare a convincere il giocatore a vestire la maglia giallorossa (riducendosi notevolmente l’ingaggio), i contatti tra il diesse e l’entourage del giocatore proseguiranno anche nelle prossime settimane.

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La crisi di Götze

Borussia Moenchengladbach, Bayer Leverkusen ed Hertha Berlino sono sulle tracce del giocatore, che preferirebbe però provare un’esperienza in Italia. Da tempo il Borussia Dortmund ha abbandonato l’idea di trattenere il giocatore, ormai considerato una riserva di Haaland e di capitan Reus. Troppi i dieci milioni lordi all’anno da sborsare al tedesco per poi lasciarlo in panchina: in questa stagione Gotze ha totalizzato 13 presenze in campionato (solo sei da titolare e mai una gara terminata) realizzando tre gol, poi quattro apparizioni in Champions per un totale di 73 minuti. Nell’ultima stagione sono arrivate tante critiche per i suoi atteggiamenti dentro e fuori dal campo: sia per le prestazioni deludenti, sia per lo scarso impegno in allenamento e il troppo utilizzo dei social. “È ancora un calciatore oppure è uno show man?”, si è domandato Michael Rummenigge (ex Bayern Monaco e Borussia Dortmund) in un’intervista rilasciata alla stampa tedesca. “Deve lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare da capo, dall’Inghilterra o dall’Italia. Lo conosco da quando aveva dieci anni, spero sia in grado di cominciare una nuova avventura calcistica”. Insomma, Gotze sta vivendo una vera e propria crisi che solamente con un cambio squadra può cercare di lasciarsi alle spalle.

 

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Il palmarès di Götze

A nove anni Mario entra nelle giovanili del Dortmund, otto anni dopo esordisce in Bundesliga. L’anno seguente (2010-2011), a soli diciannove anni, vince il campionato da protagonista con sei gol e ben quindici assist. Si ripete la stagione successiva vincendo di nuovo il Meisterschale entrando anche in pianta stabile nella nazionale. Nel 2013 passa ai rivali del Bayern Monaco per 37 milioni di euro il valore della clausola rescissoria esercitata: con i bavaresi arricchisce il suo palmares con tre scudetti e una coppa di Germania. Nel 2014 si prende la scena nel Mondiale segnando la rete della vittoria durante i tempi supplementari della finale contro l’Argentina. “Miracle Boy”, lo ha soprannominato il ct Loew dopo il trionfo. La Germania sarebbe dovuta essere ai suoi piedi, ma le sue scelte e i suoi atteggiamenti lo hanno nel tempo trascinato verso l’attuale crisi. 

 

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Götze, i motivi della crisi

I primi problemi partono nel 2013, quando perde l’amore dei tifosi del Borussia Dortmund per essere passato agli storici rivali del Bayern. Ma anche in Baviera i rapporti con i sostenitori non sono idilliaci. Alla conferenza stampa di presentazione a Monaco Gotze si presenta con una maglietta del suo marchio personale, Nike, mettendo in imbarazzo il suo club sponsorizzato dall’Adidas. Dopo il mondiale diventa l’uomo copertina di Pes, il videogioco di calcio, poi comincia a sponsorizzare numerosi prodotti in televisione e sui social: i riflettori fuori dal campo non piacciono ai tifosi che lo definiscono troppo arrogante ed esaltato. Gotze nel triennio al Bayern vince, gioca bene, ma non dimostra le qualità degli anni al Borussia Dortmund. Nell’ultima stagione con i bavaresi gioca soltanto quattordici partite, chiudendo amaramente la sua avventura a Monaco. Nel 2016 decide di tornare al Borussia tra lo scetticismo dei tifosi, ancora scottati per il suo tradimento: “Quella di tre anni fa è stata una scelta precisa. Oggi però non la rifarei. Voglio ritrovare il mio miglior calcio”. Le sue parole in conferenza stampa riportato entusiasmo nella piazza, pronta a ridargli fiducia, ma Gotze non torna quello di una volta. Anche perché nel 2017 gli viene diagnosticata una malattia metabolica rara, un disordine muscolare che non lascia funzionare correttamente le fibre provocando stanchezza e aumento di peso. Da “Miracle Boy” Gotze passa a essere soprannominato dai suoi compagni Pummelfee, “Fata paffuta”. Dopo qualche mese di terapie riesce a tornare in campo, e a tratti illumina di nuovo il Westfalenstadion con gol e giocate, ma il suo rendimento non è mai costante. “Dando retta ai media nel giro di quattro anni sono stato un Giuda (per il passaggio dal Dortmund al Bayern ndr), un eroe, una delusione e uno scarparo che non poteva giocare a calcio. Adesso ho ventisette anni, come calciatore si ha il privilegio di poter lavorare quasi in ogni paese del mondo”, aveva detto  qualche mese fa. 

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La ripartenza di ‘papà’ Götze

L’attaccante ha tutto per potersi riprendere: a giugno compirà 28 anni, la sua carriera parla da sola. Fino a qualche anno fa era considerato uno dei più grandi talenti del calcio tedesco, un giocatore capace di vincere tredici trofei tra Borussia Dortmund e Bayern Monaco e un Mondiale deciso con un suo gol in finale. “Il bello di questo gioco è che riparti da zero ogni anno”, ha dichiarato in un’intervista. E allora ecco che Mario ha voglia di cambiare aria, di lasciare la Germania, per ripartire da zero e cominciare una nuova vita all’estero. Tra due mesi e mezzo diventerà per la prima volta padre e questa grande novità lo sta anche responsabilizzando molto: “Mario in questi mesi segue costantemente, vuole controllare tutto quello che faccio per farmi stare al meglio - ha dichiarato la moglie in una recente intervista -. Mi sostiene sempre in maniera totale. È una persona molto positiva e allegra. Mi motiva ogni giorno più di quello precedente. Andiamo ad ogni visita insieme. Insomma, siamo felici”. E chissà che questa felicità ritrovata possa aiutarlo anche in campo: nuovi stimoli, nuova vita, nuova squadra, Gotze può tornare a brillare. Chissà, magari alla Roma

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