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Roma, l'ultimo inganno di Pastore: una serpentina e nulla più

Titolare contro la Samp, otto mesi dopo l'ultima volta, l'argentino ha giocato dieci minuti ottimi prima di ritornare in letargo. Le ultime quattro gare le ha viste dalla panchina

Roma, l'ultimo inganno di Pastore: una serpentina e nulla più
© LAPRESSE

ROMA - “Sono contento di essere tornato a giocare e di aver ripreso il campionato. Tre punti importanti, forza Roma!”. L’ultimo post di Javier Pastore sui social è un elogio alla squadra che ormai quasi un mese fa aveva battuto in rimonta la Sampdoria grazie alla doppietta di Dzeko. In campo c’era anche lui, El Flaco, tornato titolare per la prima volta dopo otto mesi. Era il 10 novembre 2019, poi diciassette partite saltate e un solo minuto giocato contro la Lazio. Colpa naturalmente degli infortuni che ormai da due anni lo stanno perseguitando: questa volta i polpacci hanno retto, ma si è presentato un edema osseo all’anca che lo ha costretto a rimanere praticamente fermo per cinque mesi. 

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Smaltito il problema, Pastore alla ripresa degli allenamenti post lockdown era tornato a disposizione di Fonseca, facendo vedere la sua immensa qualità tecniche (quella mai messa in dubbio da nessuno) ma soprattutto sostenendo quasi tutti gli allenamenti di squadra con una buona intensità. Insomma, il tecnico era rimasto contento dell’impegno di Pastore e della sua condizione fisica. 

Tanto da dargli fiducia proprio nella prima partita post lockdown schierandolo in campo titolare nella gara contro la Sampdoria. E qui arriva il grande inganno del Flaco. Camuffato dal Pastore dei bei tempi, con la lunga chioma in stile Palermo, nei primi dieci minuti di gioco l’argentino aveva fatto vedere ottime cose. Una su tutte l’incredibile serpentina che lo aveva portato a tu per tu con Audero dopo aver saltato quattro giocatori. Con il tiro sbagliato si sono infranti anche i sogni di Fonseca di riavere finalmente il vero Pastore a disposizione. 

Cinquanta minuti di trotto, poi nove minuti contro il Milan che hanno confermato il bluff di Pastore.  Le ultime quattro partite le ha viste dalla panchina, senza neanche entrare un minuto. Il Flaco è tornato? Sì, ma il solito visto nella capitale. Quello che alla Roma nel bilancio pesa 13 milioni di euro a stagione, quello pagato 24,6 milioni due anni fa e che lo rende uno dei peggiori acquisti della storia del club. Probabilmente Fonseca proverà a dargli qualche altro minuto in campo, non per merito ma per necessità di far riposare gli altri giocatori. A fine stagione poi si tireranno le somme: la Roma aspetta la famosa offerta dalla Mls, con l’Inter Miami di Beckam disposta a pagargli lo stipendio ma non il cartellino. La Roma starebbe pensando anche alla soluzione MKhitaryan-Arsenal, vale a dire una rescissione tra le parti che eviterebbe al club giallorosso di pagare i famosi tredici milioni per altri tre anni. Insomma, Fienga e Baldini stanno prendendo in considerazione tutte le ipotesi per liberarsi definitivamente da una delle più grandi delusioni dei nove anni di gestione americana. 

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