Progetti, idee, talento e Mourinho: chiamatelo Trigoria Lab

Progetti, idee, talento e Mourinho: chiamatelo Trigoria Lab© AS Roma via Getty Images
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Fabio Massimo Splendore
TagsRomaMourinhoTrigoria

Ogni tanto qualcuno si diletta a monitorare i campionati professionistici in Italia e a vedere tra la Serie A, la B e la C, quale delle Grandi Scuole formative domina per presenza di giovani o meno giovani nelle varie squadre. Questo giochino vede spesso prevalere la Roma. È così anche se sorvoliamo l’attuale campionato di Serie A e ci accorgiamo di quanti “made in Trigoria” ci sono, con carte d’identità differenti: gli ultimi, Ndiaye, Milanese e Afena Gyan alla Cremonese, Persson a Lecce. E poi il milanista Florenzi (suona strano “milanista”, ma così è), D’Alessandro e Caprari a Monza, Politano al Napoli, Verre alla Sampdoria, Marchizza e Frattesi (e già, proprio lui) al Sassuolo, Capradossi e Verde allo Spezia. Sono passati per la Roma anche il portiere del Bologna Skorupski e Perilli, riserva di Montipò a Verona. E così Radonjic e Sanabria del Torino: hanno un fugace trascorso datato nella Primavera giallorossa. Sono tanti. Non può essere, non è un caso.

Il territorio aiuta, trabocca talento. La Roma ci ha aggiunto passione, lavoro, idee, competenza. Così si crea continuità. Tiago Pinto, il general manager portoghese arrivato nel mese di gennaio del 2021, ha fuso la sua cultura formata alla grande scuola del Benfica, con la tradizione del vivaio giallorosso puntando sui giovani, sulla loro formazione in campo e fuori, sostenendoli con programmi mirati, affidati a professionisti di vari settori, dall’alimentazione alla comunicazione. Uno scatto in avanti, tangibile. La proprietà, uscito Morgan De Sanctis, ha scelto Vincenzo Vergine come responsabile, profilo alto, cultura dell’organizzazione sportiva. Bruno Conti e Alberto De Rossi, oggi nello staff con incarichi tecnico-dirigenziali mirati (la Primavera è passata a Federico Guidi), rappresentano la preziosa continuità con la tradizione, che hanno contribuito a costruire. C’è un liceo scientifico sportivo tra le mura di Trigoria (eredità della gestione Pallotta-Baldissoni), c’è un’area skill dedicata che hanno voluto i Friedkin, così come il progetto formativo per costruire allenatori in casa. La nuova proprietà statunitense sta spingendo sul vivaio, molto. C’è il coraggio delle idee sorretto da una continuità che è nel marchio Roma e non ha padroni. E c’è José Mourinho che ha aperto il famoso cancello tra la Primavera e la prima squadra. Dei “suoi” ragazzi sa tutto, dal campo a fuori: impressionante. Special due volte Mou. Tanto oro nelle sue mani può assumere un valore inestimabile.

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