Roma a rischio infortuni: i sette uomini che Mourinho deve gestire

Da Dybala ad Azmoun, lo Special One deve fare i conti con lo storico degli elementi che necessitano di un tagliando periodico per evitare lunghi stop
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Roberto Maida

ROMA - Non solo tattica, non solo carisma, non solo mercato. José Mourinho ormai si dedica anche al ruolo di alchimista tecnico: con l’aiuto dello staff medico e dei fisioterapisti addetti al recupero degli infortunati, è obbligato a centellinare le comparsate dei giocatori a seconda del rapporto tra necessità e rischio. A Tiraspol, con il nuovo stop di Renato Sanches e la reazione smarrita dell’allenatore, il problema è emerso in tutta la sua trasparenza. A volte per la Roma è come tirare una monetina sperando di aver scelto il lato buono. Mentre la premura verso Romelu Lukaku è da ritenersi temporanea, e dunque legata al ritardo di forma dovuto all’estate senza veri allenamenti, esiste una categoria di atleti che hanno bisogno di un tagliando periodico in sala medica perché non si smarriscano nei loro guai cronici. Muscolari, per lo più.

Roma, testa al Torino

La Roma insomma non riesce neppure a godersi la seconda vittoria consecutiva, ancorché stentata e laboriosa, che deve concentrarsi già sulle difficoltà della prossima trasferta. Ravvicinatissima tra l’altro: si gioca domani sera contro una delle squadre più aggressive del campionato, il Torino di Juric, di molto superiore rispetto allo Sheriff di Bordin. E allora meglio riposare, scaricare, allentare piuttosto che forzare. Vale per tutti quelli - tanti - che hanno giocato in Transnistria e saranno titolari in campionato. Prendete Dybala, che in Europa League secondo i piani dell’allenatore avrebbe dovuto trattenersi in panchina: quando la Roma ha beccato il gol del pareggio, Mourinho lo ha fatto alzare e gli ha chiesto mezz’ora di qualità per sistemare la pratica. E’ stato accontentato: Paulino ha cambiato marcia e non ce n’è stato per nessuno, con la preziosa collaborazione di Cristante e la ferocia realizzativa di Lukaku. Già ma a che prezzo? Le palpitazioni dello stesso Mou, che dalla tribuna stampa dove si era piazzato temeva l’azzardo autolesionistico. Domani Dybala dovrebbe partire titolare - pochi mesi fa decise la partita di Torino con un calcio di rigore - ma certamente verrà sostituito nella ripresa per evitare insidie: giovedì altro giro e altro viaggio, stavolta in casa del Genoa.

Roma, gli infortuni

Fin qui il calciatore più talentuoso della rosa si è visto per soli 161 minuti su 450: un terzo della stagione appena cominciata. E’ poco persino per le sue medie abituali, per la verità abbassate dalla squalifica che lo ha fermato alla prima di campionato con la Salernitana. Quella sera mancava anche il capitano, Lorenzo Pellegrini, che non se la passa meglio. Anzi. Lui di minuti ne ha giocati anche meno, 149, spalmati su sole due partite: Verona, l’unica da titolare, e Milan, quando è entrato troppo presto rispetto alle previsioni a causa dell’infortunio di Aouar. Già, il nuovo arrivato, il primo rinforzo in ordine cronologico della nuova Roma: Mourinho se ne è innamorato osservandolo muoversi nei primi giorni di ritiro a Trigoria e lo ha promosso immediatamente. Ma lo ha perduto alla terza giornata per un problema muscolare e non lo ha ancora davvero ritrovato: a Tiraspol, Aouar è stato forse il peggiore in campo. «Andava al ritmo della paura» ha osservato il boss, che cerca di pungolarlo.

Roma, il punto su Smalling e Spinazzola

Il resto è abbastanza routinario a Trigoria. Smalling è uscito di scena dopo le prime tre partite nelle quali sembrava molto lontano da una condizione decente. La Roma lo aspetta ma conosce le regole implicite del rapporto con il suo miglior difensore: Smalling non può giocare tutte le partite, altrimenti le fibre cedono. Vale anche per Spinazzola, che al suo storico di problemi muscolari ha aggiunto il terribile incidente di Wembley. Sarà bene preservarlo dall’ipersfruttamento.


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