Roma, ultimo ballo all’Olimpico: la lista dei giocatori in partenza

Si annuncia una rivoluzione tecnica come anticipato da De Rossi: Dybala in bilico, addio ai molti prestiti
Roberto Maida
4 min
ROMA - Grazie di tutto, anche se non è stato abbastanza. L’Olimpico si veste per una festa tristanzuola, stanca, opaca, preparandosi a salutare una squadra che non ha raggiunto gli obiettivi fissati. Sarà l’ultimo sold out per tanti, tantissimi giocatori della Roma. E per nessuno di loro i tifosi si metteranno a piangere, come fecero anni fa per Totti e De Rossi. Prendete Lukaku: per nome e curriculum è uno dei centravanti più forti mai passati da queste parti. Eppure, a dispetto dei 20 gol, la sua esperienza romana verrà ricordata come deludente. A lui Mourinho prima e DDR poi chiedevano di risolvere i problemi. Invece il pittore è stato utile ad aggiungere la pennellata di tanto in tanto su un quadro già ben costruito, senza però stravolgere gli schemi con il genio dell’artista. Arrivederci allora, buona carriera e buona vita. 

Roma, la lista dei giocatori in partenza

La sensazione è che De Rossi, quando parlava di intoccabili, si riferisse a un grappolo d’uva fresca: Svilar in porta, Mancini e N’Dicka in difesa, Angeliño (da riscattare per 5 milioni) sulla fascia, il trio dei centrocampisti Cristante-Paredes-Pellegrini, più il fedelissimo El Shaarawy e l’ultimo arrivato Baldanzi che appartiene alla categoria dei talenti da formare. Il resto, persino Dybala, è un rebus di mercato che trascineremo per un lungo pezzo d’estate: del resto Paulo ha una clausola da 12 milioni che può sfruttare entro il 30 luglio. Se dalla Coppa America, suo principale traguardo stagionale, riceverà una proposta allettante, saluterà la Roma senza che la Roma opponga resistenza.  

I giocatori in bilico

Non hanno la certezza di rimanere neanche i frutti allevati a chilometri zero: per ragioni diverse Bove, che ha tanto mercato, e Zalewski, che deve ritrovarsi, possono lasciare Trigoria di fronte a un’offerta che ne giustifichi la rinuncia. Non dimentichiamo che Florent Ghisolfi, pronto ad assumere la carica di direttore sportivo, erediterà una situazione finanziaria ancora complicata, nella quale non servirà una caccia selvaggia alla plusvalenza ma neppure sarà consentito uno snobismo disincantato davanti ai soldi da incassare. Il tutto corredato, magari, da un taglio agli stipendi non strategici. Bisogna saper indirizzare: per intendersi, Rui Patricio è in scadenza e non sarà confermato con i suoi 6 milioni lordi di fardello. Al suo posto verrà preso un secondo portiere poco caro che affianchi Svilar, al quale invece dovrà essere rinnovato il contratto a cifre triplicate rispetto a quelle attuali (1,5 lordi). Idem per Spinazzola, l’altro miliziano senza più armatura: a De Rossi non dispiacerebbe trattenerlo ma il suo costo annuale a bilancio (11,8 milioni) deve essere abbattuto di tanto, in parallelo all’ingaggio. Si vedrà.  

Roma e la lunga lista degli esuberi

Tra i prestiti, è scontato l’addio di Azmoun (Leverkusen), Renato Sanches (Psg), Kristensen (Leeds), Huijsen (Juventus). E’ in dubbio Llorente, che pure è di proprietà del Leeds impegnato nella finale playoff contro il Southampton per risalire in Premier League. Ma la Roma deve cercare di piazzare anche qualche giocatore di proprietà, tipo Karsdorp che ha ancora un anno di contratto ed è entrato in una spirale tecnica forse irreversibile. Lo stesso Celik se ha offerte può partire. Smalling idem ma chissà: se passa l’estate allenandosi può tornare utile. E’ ciò che vuole l’altro inglese Abraham dopo un anno perso causa incidente. La grande scommessa può diventare lui, quando avrà firmato il Cid con se stesso. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA