Roma, un’altra energia
Leggi il commento sulla vittoria dei giallorossi contro il Lecce
Era quello che serviva, la prima vittoria di Claudio Ranieri sulla panchina della Roma.
E servirà sapere che è arrivata dopo una partita dominata e una decina di occasioni da gol buttate via. Solo il 4-1 finale dà un’idea un po’ più corretta (ma nemmeno troppo esatta...) su quanto è successo all’Olimpico, dove ha giocato e attaccato solo la Roma. Il Lecce si è molto difeso, tantoché arriverà al 90' con tre soli tiri, uno di Krstovic dal dischetto e l’ultimo di Berisha sul palo. La Roma una ventina.
C’è un altro spirito, un’altra energia, un’altra voglia nella Roma. Si era già visto fin dai primi giorni di Ranieri, specialmente a Londra era stato evidente il cambiamento del clima dentro la squadra, a cui però continuava a mancare la vittoria, la benzina per riaccendere speranze e ambizioni e per far salire il livello dell’autostima. Il ritorno di Saelemaekers, che ha segnato un gol difficile e ne ha sbagliati due più facili, ha aumentato la qualità della fase offensiva legandosi subito a El Shaarawy. Dalla loro rapida intesa è arrivato il gol del belga, dopo meno di un quarto d’ora. Anche questo, il gol nei primi 15', è un dato che sottolinea la trasformazione: finora la Roma non aveva mai segnato a inizio partita. Stavolta, pur avendo di fronte un Lecce rinfrancato dai primi successi di Giampaolo, è entrata in partita dalla parte giusta, cominciando a creare occasioni già prima di segnare l’1-0. E ha continuato, ma senza la lucidità e senza la precisione per piegare decisamente questa sfida già nel primo tempo. Questo è un problema che Ranieri faticherà a risolvere se a gennaio non arriveranno rinforzi di spessore certo. Se la Roma ha segnato appena 18 gol (di cui 4 tutti insieme ieri sera) una ragione deve esserci e sta nella difficoltà a risolvere con la stoccata finale, non nella produzione del gioco e delle occasioni. Per rendere chiaro il concetto basta riportare un dato: la Roma ha concluso 23 volte in tutto, 17 da dentro l’area leccese, almeno una mezza dozzina davanti a Falcone, fenomenale al di là dei 4 gol presi.
Le squadre di Ranieri le riconosci subito, hanno tutte la stessa caratteristica, sono squadre logiche, sorrette da certezze. Lo è anche la Roma dove Claudio ha fissato dei punti fermi, Paredes che organizza, Koné che si inserisce, Hummels (nove duelli vinti) che protegge. Soprattutto a Paredes e Hummels, recuperati a livelli eccellenti, Ranieri ha affidato le chiavi della squadra. Quando la baracca tentenna, serve l’esperienza, questa è la linea del vecchio (per modo di dire, dai Claudio) saggio. Ieri sera, mancandogli il centravanti vero (Dovbyk influenzato), ha schierato il tridente tecnico e veloce. Un tridente senza posizioni fisse, soprattutto quella di Dybala che ha cucito molto, rifinito tanto e concluso meno.
La vittoria sul Lecce può diventare la vera ripartenza della Roma di Ranieri che ieri ha risposto con un applauso al coro della Sud, la gente riconosce in questo signore quel romanismo che non può essere trasmesso dalla proprietà americana. Il testaccino è uno di loro. Quando poco dopo lo schermo dell’Olimpico ha inquadrato il giovane Friedkin, ancora la Sud, insieme al resto dello stadio, ha fischiato.
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