
Roma, la lezione di Ranieri
A questo punto il tema è storiografico. E andrebbe affrontato con sincerità: il mondo del calcio ha sottovalutato Claudio Ranieri? Un allenatore che a 73 anni non smette di stupire né, soprattutto, di dimostrare quanto sia vasta e profonda la sua competenza di calcio. Non va dimenticato che in Serie A, prima di essere chiamato al capezzale della Roma, aveva vissuto le sue due ultime esperienze alla Sampdoria e al Cagliari ripartendo dalla Serie B. Negli ultimi anni non hanno pensato a lui i club di prima fascia né la Nazionale. Questa è la realtà. Ora sono tutti bravi a incensarlo ma la verità è che sor Claudio è stato sottostimato.
Ma lui ha la pellaccia dura. Conosce il mondo del football. E a Roma sta scrivendo l’ennesimo capolavoro. Ha rianimato una squadra derelitta che rischiava di rimanere invischiata nella zona retrocessione. Perché le annate storte le conosciamo, non sai mai dove possano portarti. Ci volevano una forza e una esperienza straordinarie per invertire il corso della stagione. Lui ci è riuscito. Senza alzare la voce. Ma con scelte che sin dal primo giorno sono state chiare, nette. La squadra ha capito e lo ha seguito. La Roma sta disputando un girone di ritorno da scudetto. 34 punti in 14 partite. Nessuno ha fatto meglio. I giallorossi sarebbero in testa se il campionato fosse cominciato nel girone di ritorno.
E poi ha quello che solo i superficiali potrebbero definire tocco magico. Fa giocare Shomurodov, e Shomurodov segna dopo quattro minuti. Come ieri sera contro il Verona. Uno a zero e sogno Champions ancora vivo, anche se il tecnico è stato sincero come nessun altro e ha chiarito quali possano essere le ambizioni della squadra. Il tocco magico non vale solo per l’uzbeko. Anche con Dovbyk è stato perfetto. Ha dosato alla perfezione bastone e carota. E ha ottenuto dall’ucraino gol preziosissimi. Senza dimenticare che non ha fiatato sull’infortunio di Dybala.
La lezione di Ranieri vale anche per il futuro. Sarà quasi impossibile trovare un allenatore intelligente, esperto e preparato come lui. Ma il tecnico romano può aiutare il club a individuare una figura che viva il calcio senza integralismi, proprio come lui. Che sappia interpretare le partite in più modi. Ormai è merce rara. Sembra che oggi il calcio debba essere vissuto e interpretato sempre con lo stesso spartito. Non è così. È questo l’ultimo regalo che Ranieri può fare alla Roma. Squadra che lui porta nel cuore e con cui avrebbe meritato di vincere lo scudetto che sfumò in quel maledetto Roma-Sampdoria, nell’anno del triplete interista con Mourinho.
Dopodiché non solo Roma ma tutto il calcio italiano dovrà tributargli un infinito applauso, ringraziarlo e anche chiedergli scusa. Lui ovviamente farà sempre finta di niente, con quell’understatement che è caratteristico dei grandi. E che oggi, nell’epoca degli allenatori primedonne, è diventato merce rara. Intanto la Roma resta lassù. Anche se ad attenderla c’è un calendario proibitivo. Ma siamo sicuri che nessuno tra Inter, Fiorentina, Atalanta, Milan e Torino sarà contento di affrontare la squadra di Claudio Ranieri.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%€ 9,99al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%€ 19,99al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,99al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
