Malen e la certezza della Roma sul futuro: il piano giallorosso per il rinnovo del suo bomber

Da quando è arrivato ha ribaltato l'attacco della squadra. Gasperini è certo: "Ha convinto tutti"
Jacopo Aliprandi

C’è un uomo che accende le notti importanti, uno che non trema quando il livello si alza e il peso del pallone diventa più pesante. È Donyell Malen, ed è già entrato di diritto nel cuore pulsante della Roma. Non solo per i gol, ma per quando li segna. Perché i suoi non sono numeri qualsiasi: sono graffi lasciati negli scontri diretti, sono firme pesanti contro Juventus, Napoli e Como. Quattro centri che raccontano una verità semplice e potente: Malen è l’uomo dei big match.

Malen, numeri da bomber di razza: la Roma si aggrappa a lui

 La Roma si aggrappa a lui, al suo istinto, alla sua fame. A San Siro servirà un’impresa e servirà soprattutto il suo timbro, quello che fin qui è arrivato con una puntualità quasi feroce. Otto gol in dodici partite, una media da bomber di razza, di quelli che spostano equilibri e riscrivono gerarchie. Il nono è nel mirino, nel tempio delle grandi sfide, là dove finora non è mai riuscito a lasciare il segno. Ma ogni storia è fatta per essere cambiata, soprattutto da chi vive per le grandi occasioni. 

La squadra deve giocare per lui

Da quando è arrivato a metà gennaio, Malen ha ribaltato l’attacco romanista. Sette reti in Serie A, più di chiunque altro nello stesso periodo. Numeri che lo proiettano accanto a nomi che a Roma non si dimenticano come Montella ed El Shaarawy. E non è solo una questione statistica, è l’impatto visivo, la sensazione costante che ogni pallone possa diventare un pericolo. Gasperini lo ha capito subito e vuole che la squadra giochi per lui, che lo cerchi, che lo metta nelle condizioni di fare ciò che sa fare meglio: colpire. 

 


E poi c’è la sfida nella sfida. Davanti, Lautaro. Due bomber, due mondi, un solo obiettivo: decidere la partita. Sarà anche una questione di dettagli, di un movimento, di un attimo. E Malen sembra vivere proprio per quell’attimo. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Roma

Un San Siro da celebrare

San Siro lo conosce, ma non lo ha ancora celebrato. Nel novembre 2023 ci ha giocato con il Borussia Dortmund contro il Milan, e ancora prima, nel 2018, aveva assaggiato il Meazza con il PSV contro l’Inter. Solo frammenti, nessuna firma. Stavolta vuole cambiare il copione, trasformare i ricordi in storia personale per fare festa con quella Roma che deve rincorrere il Como e non perdere terreno sulla Juventus che domani affronterà il Genoa di De Rossi.

Malen sarà un punto di partenza

Intanto, il futuro è già scritto, o quasi. La Roma non ha dubbi, e neanche Gasperini: «Il ragazzo ha convinto tutti - ha detto Ieri Gasperini -. Poi è chiaro che ci sono valutazioni economiche che spettano alla società, ma sul valore del giocatore non ci sono dubbi». Parole che sanno di investimento sicuro, di progetto già avviato. Champions o non Champions, Malen sarà il punto di partenza. Perché ripartire da lui significa una cosa soltanto: avere già un vantaggio. E nel calcio che corre veloce, partire avanti può fare tutta la differenza. 

 


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C’è un uomo che accende le notti importanti, uno che non trema quando il livello si alza e il peso del pallone diventa più pesante. È Donyell Malen, ed è già entrato di diritto nel cuore pulsante della Roma. Non solo per i gol, ma per quando li segna. Perché i suoi non sono numeri qualsiasi: sono graffi lasciati negli scontri diretti, sono firme pesanti contro Juventus, Napoli e Como. Quattro centri che raccontano una verità semplice e potente: Malen è l’uomo dei big match.

Malen, numeri da bomber di razza: la Roma si aggrappa a lui

 La Roma si aggrappa a lui, al suo istinto, alla sua fame. A San Siro servirà un’impresa e servirà soprattutto il suo timbro, quello che fin qui è arrivato con una puntualità quasi feroce. Otto gol in dodici partite, una media da bomber di razza, di quelli che spostano equilibri e riscrivono gerarchie. Il nono è nel mirino, nel tempio delle grandi sfide, là dove finora non è mai riuscito a lasciare il segno. Ma ogni storia è fatta per essere cambiata, soprattutto da chi vive per le grandi occasioni. 

La squadra deve giocare per lui

Da quando è arrivato a metà gennaio, Malen ha ribaltato l’attacco romanista. Sette reti in Serie A, più di chiunque altro nello stesso periodo. Numeri che lo proiettano accanto a nomi che a Roma non si dimenticano come Montella ed El Shaarawy. E non è solo una questione statistica, è l’impatto visivo, la sensazione costante che ogni pallone possa diventare un pericolo. Gasperini lo ha capito subito e vuole che la squadra giochi per lui, che lo cerchi, che lo metta nelle condizioni di fare ciò che sa fare meglio: colpire. 

 


E poi c’è la sfida nella sfida. Davanti, Lautaro. Due bomber, due mondi, un solo obiettivo: decidere la partita. Sarà anche una questione di dettagli, di un movimento, di un attimo. E Malen sembra vivere proprio per quell’attimo. 


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Malen e la certezza della Roma sul futuro: il piano giallorosso per il rinnovo del suo bomber
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