Palermo detta legge, prima fuga per Inzaghi

La capolista passa anche a Mantova e respinge l'assalto di Modesto tradito dagli errori sotto porta di Ruocco e fermato anche da un super intervento di Perin. Primo allungo per i siciliani a + 5 sul secondo posto per ora dei virgiliani
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di Tullio Calzone
di Tullio Calzone

3 min

Pubblicato il 17.10.2026, 23:54

Lo scatto di Inzaghi per aggrapparsi al collo di Hernani dopo la 2ª rete a Mantova, che manda in archivio il primo scontro diretto stagionale, è degno dei guizzi dei giorni migliori, quando lui stesso, da bomber implacabile, indirizzava le gare a suon di gol. Proprio come ha fatto ieri sera il Palermo al “Martelli”, con una prestazione da grande squadra, nonostante l’approccio della compagine di Modesto, respinta a -5 dopo aver sognato addirittura il sorpasso. Ma gli incredibili errori sotto porta di Ruocco, dopo la strepitosa parata di Perin su Kouda, che avrebbero potuto orientare a favore dei padroni di casa il match clou tra 1ª e 2ª in classifica, finiscono per premiare la strategia dei rosanero, sornioni, attendisti e spietati. Il ritorno al gol di Segre (il 19° in rosanero del 10º marcatore stagionale) è l’altra nota positiva della trasferta mantovana che, tuttavia, non ridimensiona i virgiliani, ma esalta la capolista, che allunga in classifica con i suoi 19 punti da record e lancia un’OPA sul campionato, davanti ai suoi mille tifosi festanti. I conti, ovviamente, alla fine. Ma anche a Benevento all’inizio erano stati fatti, evidentemente, male. E non solo da Floro Flores che, resettato l’atteggiamento ereditato dalla travolgente stagione in C, ha corretto la Strega, fino a darle una consistenza nuova che i soliti ipercritici non avevano osato immaginare. Il tecnico giallorosso ha saputo cogliere la lezione delle sconfitte contro Modena e Ascoli, complice, appunto, un approccio poco congruo alla categoria, e ha risistemato il Benevento nella testa e nel modo di stare in campo. L’equilibrio che ne è scaturito ha premiato la qualità dei singoli interpreti che, palleggiando e riaggredendo, hanno sfiorato la 4ª vittoria di fila, prima di accontentarsi di un pari amaro col Vicenza. Il bel guizzo di Corazza ha riaperto la gara, mentre il calo dei sanniti, dopo il dispendio di energie, ha compromesso il successo. Ecco in cosa si può, dunque, migliorare: bisogna sigillarle certe partite e gestirle, dosando gli impeti e usando la testa. Perché basta un attimo per trasformare una prova encomiabile in una delusione. Proprio come è successo alla Cremonese a Pisa contro Bianco ora terzo e lanciato verso la A. Rimontato il micidiale gol di Tramoni con mago Berti, Pecchia deve arrendersi a Moreo e Marras. Una sconfitta che amplifica il peso dei precedenti tre pari e allontana dalla vetta una delle grandi favorite. Almeno per ora è così. Ma niente giudizi tombali, per carità!