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Benevento, Maggio: "Vorrei tornare al San Paolo con questa maglia"

Il terzino giallorosso: "A Napoli ho lasciato un pezzo di cuore. Inzaghi riesce a far sentire tutti coinvolti e partecipi, è diverso dagli altri. Ripresa? Il campionato va terminato, il nostro sogno non deve svanire, sarebbe una beffa incredibile e un danno enorme per la società"

Benevento, Maggio:
© FOTO MOSCA

BENEVENTO - Christian Maggio, terzino e capitano del Benevento capolista in serie B fino allo stop del campionato per il Coronavirus, ha toccato tanti temi nella sua intervista sul canale Instagram di OttoChannel: "E' chiaro che allenarsi in casa non è come sul campo, però siamo professionisti e dobbiamo farlo. Da programma dovremmo riprendere il 18 maggio, individualmente e con le dovute precauzioni. Si poteva ricominciare prima, la società ci aveva messo a disposizione il Vigorito e l'Imbriani per allenarci, ma abbiamo deciso di aspettare qualche giorno per i dovuti controlli. Il club è super pronto e non vediamo l'ora di ricominciare". I sanniti prima dello stop erano una vera e propria corazzata: "Abbiamo un vantaggio notevole sulle inseguitrici, quindi se dovessimo avere dei problemi di condizione non influiranno molto sulla classifica. Dovrebbe preoccuparsi chi è in piena lotta per degli obiettivi importanti. Il campionato va terminato, il nostro sogno non deve svanire, perché sarebbe una beffa incredibile e un danno enorme per la società".

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L'ex Napoli deve ancora valutare come proseguire la sua carriera: "Ho parlato molto col ds Foggia, purtroppo l'emergenza ha bloccato tutto. Vorrei tanto continuare con questa maglia, qui sto benissimo e voglio giocare ancora in serie A, magari tornando al San Paolo con la maglia del Benevento. A Napoli ho vissuto dieci anni di carriera intensi, ci ho lasciato il cuore. Non credo che diventerò un allenatore dopo il ritiro: mi vedo più come direttore sportivo o a contatto con i giovani". Maggio parla poi dei segreti della sua squadra: "Questo gruppo non molla mai. Se hai tanti punti di vantaggio inconsciamente puoi mollare qualcosa, ma la squadra è rimasta sempre sul pezzo anche grazie alla carica di Inzaghi. Riesce a far sentire tutti coinvolti e partecipi. E' un allenatore diverso dagli altri, ha delle idee chiare che condivido. E' ancora all'inizio della sua carriera, ma i suoi concetti sono giusti. I risultati si vedono ampiamente".

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Maggio prosegue: "Nella vita bisogna essere prima di tutto uomini. Sono cresciuto con dei valori importanti che mi sono stati trasmessi dai miei genitori. Ora cerco di passarli a mio figlio. Il capitano non è colui che porta la fascia, ma chi più degli altri aiuta il gruppo soprattutto nei momenti di difficoltà. Fortunatamente ho tanti compagni di squadra che in questo mi sostengono molto". In caso si riprendesse a giocare, lo si farà a porte chiuse: "E' davvero brutto giocare senza i tifosi, per noi sono fondamentali. Benevento è molto bella. La giravo tranquillo, si mangia benissimo e si vive bene". Maggio parla delle differenze tra le categorie maggiori: "Chi è abituato a giocare in serie A fa fatica a scendere di categoria se non è pronto a livello mentale. L'anno scorso mi è successo, poi ho capito dov'era l'errore e adesso la musica è cambiata. Una volta promossi, la società farà il possibile per ottenere la salvezza: serviranno calciatori di livello, ma Foggia sta lavorando da tempo ed è pronto a inserire elementi validi. Mio rendimento? Non sono molto diverso da quando giocavo in serie A. L'età è differente, però posso dire che la voglia è la stessa di venti anni fa".

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