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Promes, 9 gol in Russia: è nei piani di Van Gaal

E’ un attaccante esterno, ha 23 anni, è olandese ed è stato acquistato nella scorsa estate dallo Spartak Mosca. Ha un contratto fino al 2018 e viene seguito dal tecnico del Manchester United.

 Stefano Chioffi

venerdì 24 aprile 2015 20:23

ROMA - E’ stato l’espressione sportiva dei sindacati e della classe operaia: lo Spartak Mosca ha rappresentato anche un’ideologia sociale. E’ nato come il club del proletariato e si avvicina adesso a tagliare il traguardo del suo centenario. Una storia comincita nel 1922, sotto la spinta di quattro fratelli: Aleksandr, Andrej, Pëtr e Nikolaj Starostin. Un’avventura lunga e affascinante. 

 

IL LEGAME - Lo Spartak è stato il simbolo dei lavoratori delle fabbriche soprattutto quando Mosca era la capitale dell’Urss, dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Ha avuto per una stagione (2003-04) anche un allenatore italiano: Nevio Scala. Ha vinto ventuno campionati e tredici coppe. E’ stata la squadra del popolo e in seguito - dopo il boom economico della Russia - ha potuto contare su una solidità finanziaria garantita dai suoi proprietari. Dal 2000 ha investito cifre importanti sul mercato internazionale. A Buenos Aires, nel 2004, definì l’acquisto del centravanti argentino Fernando Cavenaghi, che in quel periodo era la stella del River Plate. E sempre in quell’anno scoprì nella Stella Rossa di Belgrado il difensore serbo Nemanja Vidic, che ha contribuito più avanti alle fortune del Manchester United di Alex Ferguson e dalla scorsa estate si è trasferito all’Inter. 

 

L’IMPRENDITORE - Lo Spartak è controllato dall’imprenditore Leonid Fedun, che occupa il 284° posto nella classifica degli uomini più ricchi a livello mondiale, in base alle indicazioni di Forbes. Ha comprato in tempi recenti il brasiliano Romulo (ex Vasco da Gama), il terzino Marcos Rojo (ora titolare della nazionale argentina e del Manchester United di Louis Van Gaal) e lo svedese Kim Kallström. Nello scorso gennaio, invece, ha ceduto in prestito Salvatore Bocchetti al Milan.

 

I SIMBOLI - Lo Spartak, ai tempi dell’Urss, ha avuto grandi attaccanti. Il più famoso è stato Nikita Simonyan, quattro “scudetti" e tre coppe (tra il 1952 e il 1958), miglior cannoniere (132 gol) nella storia del club. Ma ha avuto anche un portiere di valore come Rinat Dasaev, medaglia d’argento agli Europei del 1988 in Germania Ovest, con la nazionale sovietica di Valeri Lobanovski, e adesso allenatore a livello giovanile.

 

NEVIO SCALA - Da undici anni, lo Spartak non festeggia un trofeo: l’ultimo lampo risale al 2003, alla conquista della Coppa contro il Rostov (1-0, gol di Egor Titov). La squadra era allenata da Nevio Scala e il centravanti era Roman Pavlyuchenko, che nel 2008 fu preso dal Tottenham in cambio di diciassette milioni di euro.

 

L’OLANDESE - In questo campionato, dopo ventiquattro giornate, lo Spartak Mosca è sesto in classifica: trentanove punti, undici vittorie, sei pareggi, sette sconfitte, trentaquattro gol realizzati e ventotto subiti. E’ allenato dal turco Murat Yakin, ex Basilea. E il suo capocannoniere è olandese: si chiama Quincy Promes e ha segnato finora nove gol, firmando anche cinque assist. E’ un attaccante esterno, da 4-3-3 oppure da 4-2-3-1, ed è stato visionato in diverse occasioni dai dirigenti del Manchester United. 

 

IL MERCATO - Promes è molto apprezzato da Louis Van Gaal. Ha ventitré anni, è alto un metro e 74, è nato ad Amsterdam il 4 gennaio del 1992 e la sua famiglia è originaria del Suriname. Scatto e dribbling: è ambidestro. Salta il terzino e taglia verso l’area di rigore. E’ cresciuto nel Twente, ha giocato in prestito per una stagione nel Go Ahead Eagles ed è passato allo Spartak Mosca nella scorsa estate: il suo cartellino è costato tre milioni di euro. Ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno del 2018. In campionato ha segnato due doppiette: la prima contro la Torpedo Mosca e l’ultima (sabato 13 aprile) sul campo del Mordovia Saransk.

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