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Luciano, una doppietta che fa volare il Corinthians

Luciano, una doppietta che fa volare il Corinthians

L'attaccante, ventidue anni, è la grande novità della squadra di Tite, che guida il campionato brasiliano con un punto di vantaggio sull'Atletico Mineiro. Cinque presenze e tre gol: ha preso il posto del peruviano Guerrero, passato al Flamengo. Alla fine di luglio ha vinto il titolo di capocannoniere (cinque reti) ai Giochi Panamericani con il Brasile Under 23. Ha rifiutato un'offerta del Genk, club belga.

 Stefano Chioffi

domenica 16 agosto 2015 14:46

ROMA - Era uno dei candidati, era in corsa per la panchina della Seleçao, poi la federazione brasiliana ha chiesto a Carlos Dunga di tornare a fare il ct, dopo il divorzio con Felipe Scolari e il fiasco al Mondiale del 2014. Tite è uno degli allenatori più preparati in Sudamerica, guida il Corinthians e nella società bianconera viene trattato come un imperatore: ha vinto una Coppa Libertadores (contro il Boca Juniors), un Mondiale per club (in finale con il Chelsea di Rafa Benitez) e una Recopa Sudamericana (contro il San Paolo). Ha cinquantaquattro anni e ha cominciato a fare il tecnico quando ne aveva ventinove nel Guarany di Rio Grande do Sul. Lo chiamano Tite, ma sul passaporto il nome completo è Adenor Leonardo Bacchi. Origini italiane, i nonni erano di Mantova. Ha conquistato tre volte anche il campionato “Gaucho” (con il Caxias, il Gremio e l’Internacional di Porto Alegre), una Coppa del Brasile (con il Gremio) e una Coppa Sudamericana (con l’Internacional).

LA SCOPERTA - La nazionale verdeoro rimane un sogno maestoso, ma il presente di Tite è assorbito dal Corinthians, che occupa il primo posto nel “Brasileirao” a quota 37, davanti all’Atletico Mineiro (36) e al Gremio (33). La squadra ha ingranato la marcia giusta, ha conquistato ventiquattro punti nelle ultime dieci giornate e giovedì sera ha travolto per 4-2 lo Sport Recife. Quattro difensori, due mediani, tre mezzepunte e un centravanti: il modulo preferito da Tite è il 4-2-3-1. Il tecnico ha perso alla fine di maggio l’attaccante Paolo Guerrero, soprannominato “el barbaro”, venticinque gol con il Perù e nuovo idolo dei tifosi del Flamengo. Ma Tite ha trovato il sistema di sostituirlo senza far spendere soldi ai dirigenti. Ha scommesso su un giovane, Luciano, che ha ventidue anni e lo ha subito ripagato: cinque presenze e tre gol, uno al San Paolo e due allo Sport Recife.

L’OFFERTA DEL GENK - Il Corinthians, club di San Paolo con 105 anni di storia, lo ha preso alla metà di febbraio del 2014 ed è proprietario del 25% del cartellino. Lo ha scoperto nell’Avaì, serie B brasilana. Luciano ha rinunciato in questi giorni a una proposta del Genk, club belga, per rimanere con Tite. Vuole completarsi e maturare, ecco perché ha preferito rinviare l’avventura in Europa. Il Genk aveva messo sul piatto del Corinthians due milioni e mezzo di dollari. Luciano è una prima punta molto veloce: nasce attaccante esterno, ma Tite lo ha trasformato in un centravanti. E’ alto un metro e 78, è nato ad Anapolis il 18 maggio del 1993, è un destro naturale e in area di rigore sfrutta la sua rapidità. Ha un contratto fino al 31 dicembre del 2016, ha già un appuntamento con i dirigenti per prolungarlo e ha ricevuto la promessa di un aumento dello stipendio.

I GIOCHI PANAMERICANI - Luciano era stato notato dagli osservatori del Genk durante i Giochi Panamericani, che si sono svolti dal 12 al 26 luglio a Toronto, in Canada. La punta del Corinthians ha dato spettacolo nel Brasile Under 23, ha segnato cinque gol e ha vinto la classifica dei cannonieri, ma le sue magie non sono bastate ai verdeoro, diretti dal ct Reis Micale, per aggiudicarsi il torneo, conquistato dall’Uruguay. Il Brasile si è piazzato al terzo posto. Tra i compagni di Luciano c’erano il terzino Gilberto (che si è appena legato alla Fiorentina) e il trequartista Lucas Piazon, inseguito in passato dalla Juve, sotto contratto con il Chelsea e reduce da una stagione in Bundesliga con la maglia dell’Eintracht Francoforte. Luciano ha raggiunto un’intesa speciale con Tite, si è imposto con l’allenatore di origine italiana, ma in precedenza aveva lavorato nel Corinthians con Mano Menezes (ct del Brasile dal 2010 al 2012). E anche quella era stata un’esperienza positiva: trentatré partite e sei gol (compresa una tripletta al Goias).

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