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Lanzini spinge il West Ham in zona Champions League

Lanzini spinge il West Ham in zona Champions League

Ha ventidue anni, è argentino, è una mezzala e ha iniziato la carriera con la maglia del River Plate. Due gol in sette gare in Premier: il West Ham di Bilic è quarto in classifica dopo nove giornate.

 Stefano Chioffi

martedì 20 ottobre 2015 18:18

ROMA - Non ha mai pensato di fare l’avvocato, ma ha studiato giurisprudenza e si è laureato: Slaven Bilic, allenatore croato, ex stopper ed ex compagno in nazionale di Davor Suker e Alen Boksic, è quarto in Premier League con il West Ham. Ha quarantasette anni, parla quattro lingue (anche l’inglese, l’italiano e il tedesco), ha la passione per la musica rock, viaggia sempre con un libro in valigia ed è figlio di un professore universitario di economia. Pallone, schemi e cultura. Bilic è stato un difensore centrale, era un marcatore ruvido e ora è uno dei manager più stimati in Inghilterra: ha battuto in trasferta prima l’Arsenal (2-0) di Wenger e poi il Manchester City (2-1) di Pellegrini. Ha costruito un West Ham sfrontato e brillante, che gioca un calcio piacevole e naviga in zona-Champions. 

ZARATE E OGBONNA - Bilic è uno dei tecnici emergenti a livello europeo ed è arrivato a Londra in estate. Ha iniziato la sua carriera nell’Hajduk Spalato, ha lavorato otto anni per la federazione (due stagioni con l’Under 21 e sei al timone della nazionale maggiore), ha vinto una Coppa di Russia con la Lokomotiv Mosca e ha guidato anche il Besiktas. Nel West Ham ha puntato su diversi giovani e sta provando a rilanciare l’ex laziale Mauro Zarate. Tra i suoi giocatori ci sono anche Angelo Ogbonna, preso dalla Juve, e Pedro Obiang, salito alla ribalta con la maglia della Sampdoria. Diciassette punti in nove giornate, sei di vantaggio sul Chelsea e due in meno del Manchester United e dell’Arsenal, che si trovano a quota 19 e inseguono il City (21). Il West Ham ha perso solo due volte (contro il Leicester di Claudio Ranieri e il neopromosso Bournemouth), cinque vittorie e due pareggi, venti gol realizzati e dodici subiti. Ha il secondo attacco della Premier, dopo quello del City (24 reti).

LA FORMULA - Il modulo di base prevede quattro difensori (Jenkinson, Tomkins, Collins e Cresswell) davanti al portiere spagnolo Adrian, due mediani (Kouyaté e Noble), tre mezzepunte (Moses, Lanzini e Payet) e un centravanti (Sakho). Bilic ha disegnato il suo West Ham con un 4-2-3-1: è imbattuto in Premier da quasi due mesi, dal 22 agosto (ko in casa con il Bournemouth). E alla fine di luglio si è assicurato una mezzala, Manuel Lanzini, seguito in precedenza dalla Roma e dalla Juventus: ha ventidue anni, è argentino e ha anche il passaporto italiano. Proviene dalla scuola del River Plate, ma il club londinese lo ha preso in prestito con diritto di riscatto dall’Al-Jazira di Abu Dhabi. Già concordato il prezzo per l’acquisto a titolo definitivo: sei milioni di euro. 

DUE GOL IN PREMIER - Lanzini è ambidestro, è alto un metro e 70, inventa il passaggio decisivo e colora l’azione. Aveva giocato in precedenza, per dodici mesi, nel Fluminense, esperienza conclusa con un terzo posto nel “Brasileirao", prima di rientrare al River e di volare negli Emirati Arabi. E’ nato a Ituzaingò, in provincia di Buenos Aires, il 15 febbraio del 1993 e sta deliziando il West Ham con il suo repertorio. Non solo dribbling, ma anche gol (due) e un assist. Sette presenze in Premier e tanti applausi, ha segnato contro il Liverpool e il Crystal Palace. E’ stato utilizzato due volte, alla metà di agosto, anche dal West Ham Under 21, allenato da Steve Potts. Ora è diventato titolare nel 4-2-3-1 di Bilic. Ha lo stesso soprannome di Paulo Dybala, ma ricopre un altro ruolo: lo chiamano “la joya”, la gioia, come lo juventino. Nel River Plate era stato lanciato dal tecnico Angel Cappa e si era fatto apprezzare da Ramon Diaz. Ha avuto come compagno anche Erik Lamela. Fantasia e rapidità, ha superato senza disagi i ritmi di gioco e il pressing che caratterizzano la Premier League.

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