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King, la vendetta dell'ex: il Manchester United nei guai

King, la vendetta dell'ex: il Manchester United nei guai

E' un attaccante norvegese, ha 23 anni, gioca nel neo-promosso Bournemouth e ha segnato il gol della vittoria contro la squadra di Van Gaal, che adesso rischia il posto. Cresciuto nelle giovanili dei Red Devils, nel 2012 era stato scartato. E' arrivato a Bournemouth nella scorsa estate da svincolato.

 Stefano Chioffi

venerdì 18 dicembre 2015 22:15

ROMA - E’ cambiato il vento nel Manchester United: Louis Van Gaal sta perdendo potere e non ha più carta bianca, ha speso 335 milioni di euro in diciotto mesi e i risultati sono un flop. Giustificazioni finite: ecco il segnale che i dirigenti hanno spedito all’olandese, eliminato dalla Champions League e quarto in Premier, con sei punti di distacco dallo strepitoso Leicester di Claudio Ranieri. Le scuse sono terminate: Van Gaal, 64 anni, ha un contratto fino al 2017, ma ormai è in discussione. In campionato viaggia alla media di 1,81 punti a partita. Bilancio deludente: non vince da quasi un mese, dal 21 novembre, contro il Watford. Due pareggi e una sconfitta (con il neo-promosso Bournemouth) nelle ultime tre giornate.

I PROBLEMI - Il rapporto tra il Manchester United e Van Gaal è in crisi. A certificare i problemi è stato prima il Psv Eindhoven, che ha battuto i Red Devils eliminandoli dalla Champions, e poi il Bournemouth, che può contare su una rosa del valore complessivo di 59 milioni di euro, somma di poco superiore a quella investita in estate dal tecnico olandese per assicurarsi gli attaccanti Memphis Depay, classe 1994, olandese, e Anthony Martial, classe 1995, francese. Due acquisti che hanno comportato una spesa di 53 milioni di euro, esclusi i bonus pretesi nei rispettivi contratti dal Psv Eindhoven e dal Monaco. 

IL PROCESSO - Gioco noioso, difesa fragile, squadra senza una precisa identità: il processo a Van Gaal è cominciato. E a rendere ancora più agitata la sua situazione in panchina è stato un ex attaccante scartato dal Manchester United. Si chiama Joshua King, ventitré anni, norvegese con passaporto gambiano: suo il gol che ha regalato, sabato scorso, al Bournemouth la vittoria in rimonta per 2-1 contro i Red Devils. In estate era senza contratto, si era svincolato dal Blackburn Rovers. Ora insegue la salvezza con la squadra di Eddie Howe, l’allenatore inglese (38 anni, il più giovane della Premier League) che in una settimana si è tolto la soddisfazione di battere il Chelsea e il Manchester United. 

IL RILANCIO - King gioca con la maglia numero diciassette e aveva frequentato Old Trafford ai tempi di Alex Ferguson. Era stato segnalato al tecnico scozzese da Ole-Gunnar Solskjaer. Era il 2008, King si era distinto nelle giovanili del Romsas, piccolo club di un sobborgo di Oslo, e poi nel Valerenga. Nel Manchester United, però, ha faticato a inserirsi. Van Gaal lo fece esordire il 23 settembre del 2009 in Coppa di Lega contro il Wolerhampton (1-0): nove minuti in campo al posto di Danny Welbeck. Una carriera con la valigia, quella di Joshua Christian Kojo King, questo il suo nome completo, nato a Oslo il 15 gennaio del 1992. I prestiti al Preston North End, al Borussia Mönchengladbach e all’Hull City. Nel 2012, poi, la cessione a titolo definitivo al Blackburn Rovers, in Championship, la serie B inglese. Trentuno presenze, due gol e sei assist nello scorso campionato. E in estate, a sorpresa, la chiamata del Bournemouth, dove sta cercando il suo rilancio. Il gol al Manchester United è la perla più bella della sua avventura nella squadra di Howe. Ma in precedenza aveva già segnato un’altra volta in questo campionato contro lo Swansea (2-2). Due reti e un assist in quattordici partite per King, che ha affrontato recentemente l’Italia nel girone di qualificazione all’Europeo in Francia, obiettivo sfumato per la Norvegia dopo la sconfitta nello spareggio con l’Ungheria. King è alto un metro e 81, ha un contratto fino al 2018, è un destro naturale e viene utilizzato nel ruolo di prima punta da Howe, che ha costruito il Bournemouth con 4-1-4-1, però in passato ha giocato anche come attaccante esterno. Diciannove le partite nella nazionale norvegese: ha segnato quattro gol (una doppietta contro Malta).

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