
Lucas Rosa, da Ribeirão Preto alla casa dell’Ajax
Terzino destro, 26 anni, brasiliano, è uno dei punti di riferimento della squadra di Michel, ex allenatore del Girona
A Ribeirão Preto il calcio è stato poesia. È la città che ha adottato Sócrates, il “Doutor”, l’uomo che trasformò il pallone in una questione di libertà, medicina e cultura arrivando fino alla Seleção e alla Democracia Corinthiana. Lucas Rosa, invece, a Ribeirão Preto è nato e ha trascorso l’infanzia. Non c’è un filo tra i due, nessuna eredità. Ma c’è una curiosa continuità geografica: dalla stessa terra che ha adottato uno dei centrocampisti più iconici del Brasile è partito, quarant’anni dopo, un ragazzo destinato a costruire la propria carriera tra Palmeiras, Juventus, Valladolid e Ajax. La storia di Rosa, però, diventa davvero particolare quando si arriva al 16 aprile del 2019. Juventus-Ajax, quarti di finale di Champions, ritorno a Torino. L’Ajax vince 2-1, elimina la Juventus e vola in semifinale. Lucas Rosa ha 19 anni, è nella Juventus Under 23 e quella sera è allo Stadium. Ma non dalla parte dei giocatori: è uno dei raccattapalle. Ascolta l’inno della Champions dal bordo del campo e, come ha raccontato, pensa che un giorno vorrebbe giocare una partita così. Sei anni dopo, quello stesso ragazzo firma per l’Ajax.
Amsterdam e quel ricordo
Prima ancora di essere raccattapalle in quella partita, Rosa aveva già visitato lo Sportpark De Toekomst, il centro di allenamento dell’Ajax, insieme alla madre, durante un viaggio in Olanda. Aveva quindici anni e, guardando quella realtà, le aveva detto che sarebbe stato bello giocare lì un giorno. Nel febbraio del 2025 quel “giorno” è diventato un contratto fino al 30 giugno del 2029. Nel mezzo, però, c’è una carriera tutt’altro che lineare. Lucas nasce il 3 aprile 2000 a Ribeirão Preto, ma a sei anni si trasferisce con la famiglia a Tremembé, nella Vale do Paraíba. Muove i primi passi in una scuola calcio del São Paulo, passa dall’Esporte Clube Taubaté e poi entra nella scuola del Palmeiras, dove attraversa Under 15 e Under 17 e viene convocato cinque volte dal Brasile Under 17. Nel 2018 arriva la Juventus, che lo porta in Italia per un periodo di prova e decide di inserirlo nel proprio percorso giovanile. A Torino ha anche l’opportunità di allenarsi con la prima squadra, condividendo il campo con Cristiano Ronaldo. È ancora un ragazzo che guarda il calcio dei grandi da vicino, ma non ne fa parte. Dopo la Juventus arriva il Valladolid. Nel 2021, a 21 anni, firma per il club spagnolo e riparte dal Promesas. È lì che la sua carriera prende una direzione precisa. Rosa è un terzino destro, ma impara a giocare anche a sinistra, trasformando la polivalenza in una delle caratteristiche più riconoscibili.
La lezione in Liga
In Liga debutta il 19 ottobre del 2022 contro il Celta Vigo. Chiude quella stagione con 17 presenze e 928 minuti. L’anno successivo sale a 37 partite. Prima di partire per Amsterdam, le presenze con la prima squadra del Valladolid saranno 80 tra Liga, Segunda División e Copa del Rey. È il passaggio che lo trasforma in un professionista maturo e affidabile. L’Ajax lo segue e nel febbraio 2025 lo acquista per 3,5 milioni. Alex Kroes, ex direttore tecnico dei lancieri, ne sottolinea la capacità di giocare su entrambe le fasce, l’aggressività nei duelli e la qualità con il pallone. Una traiettoria ambiziosa e particolare. Brasile per nascita e formazione, Italia per la prima esperienza europea, Spagna per la consacrazione, Olanda per il salto successivo. E soprattutto c’è la capacità di adattarsi a ogni passaggio senza perdere la propria identità.
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