
Roberto Fernández e l’Espanyol americano di Alan Pace
Centravanti, 24 anni, 6 gol nelle prime sette giornate del campionato spagnolo. Dai prestiti al salto di qualità con Manolo González in panchina, fino alla convocazione nella nazionale di Luis de la Fuente
Alan Pace ha comprato il 99,65% dell’Espanyol nell’autunno del 2025. La prima mossa dell’imprenditore americano, proprietario anche del Burnley, è stata quella di confermare il suo numero 9, il leader del gruppo: Roberto Fernández. Una scelta che continua a pagare: sei gol nelle prime sette giornate della Liga. La doppietta a Pamplona contro l’Osasuna ha fatto scattare anche un orologio fermo da quasi mezzo secolo: all’Espanyol non si vedeva una partenza così dai tempi di Rafa Marañón, nella stagione 1979-80. Il nuovo tycoon, Alan Pace, è già conosciuto nel calcio inglese: attraverso Velocity Sports Partners ha rilevato il club catalano per circa 130 milioni, chiudendo l’era del Rastar Group di Chen Yansheng. È un Espanyol che vuole crescere, aumentare il proprio valore e costruire un progetto più ambizioso. Il capo carismatico è Roberto Fernández. L’aspetto più interessante è che i sei gol non sono arrivati da un attaccante che vive di volume, di dieci palloni giocabili e di altrettante conclusioni. Roberto ha trasformato in gol tutti i sei tiri nello specchio. È una statistica estrema, quasi scientifica nella sua perfezione.
La garanzia di González
La stagione è cominciata con la doppietta al Levante. Poi ha colpito contro la Real Sociedad, ha festeggiato due gol nella sfida con l’Osasuna e ha chiuso il cerchio prima della sosta segnando al Rayo Vallecano. Ventiquattro anni, un metro e 86, destro naturale. Roberto Fernández è nato il 3 luglio del 2002 a Puente Genil. Sa giocare spalle alla porta, protegge il pallone e fa salire la squadra. Viene incontro per togliere il riferimento al centrale, cambia direzione e attacca la profondità. Non è tanto la velocità pura a caratterizzarlo, quanto il tempismo. Manolo González gli chiede proprio questo, perché Roberto non deve essere soltanto quello che conclude l’azione. Fernández sta vivendo il momento migliore della carriera, ma il percorso non è stato lineare. Ostacoli e tappe a metà. C’è il Malaga, c’è la Segunda División, poi il Braga: una serie di prestiti prima di trovare una casa. La chiamata dell’Espanyol arriva nel gennaio del 2025, inizialmente in prestito. Debutto e gol. Il club decide di non fermarsi alla prima impressione e nell’estate successiva raggiunge con il Braga un accordo per acquistare il 50% del cartellino, con un contratto di sei anni e un’opzione per rilevare anche la restante metà. Una scommessa costruita nel tempo. Nella prima stagione completa in Catalogna segna 7 gol in campionato e firma 3 assist in 38 presenze. Manolo González gli ha garantito un appoggio totale. Due gol alla prima giornata, altri quattro nelle cinque successive. E in mezzo una trasformazione percettibile: Roberto è diventato un centravanti che fa la differenza. Il premio più bello? La telefonata del ct Luis de la Fuente e la convocazione nella Spagna campione del mondo per le prime quattro partite di Nations League.
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