
Santiago Beltrán e le manovre della Fiorentina
In Argentina è considerato l’erede di Dibu Martinez: ha il contratto in scadenza il 31 dicembre del 2027, ma il River Plate sta provando a blindarlo con una clausola da 100 milioni di dollari
Negli uffici del River Plate c’è un argomento dominante: il futuro di Santiago Beltrán rischia di trasformarsi in un intrigo. Ha il contratto in scadenza il 31 dicembre del 2027 e il suo procuratore Gustavo Goñi, che guida l’agenzia Universal Twenty Two, non ha ancora raggiunto l’accordo per il prolungamento con il presidente Stéfano Di Carlo, imprenditore nel settore digitale e tecnologico. L’obiettivo dei Millonarios è quello di blindare il portiere fino al 2030 e di portare la clausola di rescissione a cento milioni di dollari. Beltrán ha ventidue anni, è entrato nel gruppo della nazionale di Lionel Scaloni e viene considerato il potenziale erede di Dibu Martínez. Applausi in campionato e nella “Copa Sudamericana”. Con le sue parate ha fatto innamorare il popolo del Monumental. Prima di imporsi nel River Plate e di attirare l’interesse di Juventus e Fiorentina, giocava nel Club de Campo Pueyrredón, piccola società amatoriale. Lo allenava Sergio Fernándes e il suo ruolo era quello di attaccante mancino, bravo nel dribbling e dotato di un tiro potente. Il cambio di ruolo arrivò intorno ai 12 anni, quando fu deciso di provarlo fra i pali. Secondo Fernándes, che ha raccontato la sua storia al giornale “Olé”, Beltrán si adattò rapidamente e chiese di non tornare più a fare l’ala.
Il Club de Campo Pueyrredón
Il legame con le origini è rimasto intatto: il fratello Francisco continua a giocare nel Club de Campo Pueyrredón, da esterno offensivo. Santiago è ancora in contatto con l’ambiente nel quale è cresciuto. La svolta è arrivata nel 2022 grazie a un signore di 58 anni, Alberto «Tato» Montes, allenatore dei portieri legato al River Plate. Sua l’idea di fargli sostenere un provino a Núñez, in Avenida Cantilo, nel centro sportivo dei Millonarios. Beltrán aveva 17 anni e andava a scuola. Proveniva da una famiglia molto unita: fondamentali i consigli dei genitori Soledad e Matías, dei fratelli Francisco e Josefina e dei nonni. Il provino cambiò le prospettive di Santiago, selezionato subito per la Quinta División del River. Il passaggio alla categoria Reserva fu un altro salto verso il Monumental: 39 presenze, 28 gol subiti e 21 clean sheet. Nello stesso periodo neutralizzò tre rigori su quattro.
Il Barracas Central
Il 24 gennaio del 2026 è il giorno dell’investitura: il ragazzo del quartiere Palermo, in possesso anche del passaporto italiano, ha debuttato in prima squadra nella vittoria per 1-0 contro il Barracas Central. Un’occasione a sorpresa, dopo gli infortuni di Franco Armani e Ezequiel Centurión, i portieri che lo precedevano nelle gerarchie. La maglia numero 41 è diventata uno dei simboli della sua ascesa. Un metro e 91, eleganza e istinto. Tempismo, senso della posizione, capacità di partecipare alla costruzione. In Argentina è stato paragonato a Emiliano «Dibu» Martínez. Fra i suoi modelli figurano anche Marcelo Barovero, Franco Armani e Manuel Neuer. Il 6 giugno del 2026 è arrivato l’esordio con la nazionale maggiore, nell’amichevole vinta 2-0 contro l’Honduras. In estate, prima di puntare su Gugliemo Vicario, la Juve aveva effettuato un sondaggio per Beltrán. Ma nelle ultime settimane è stata la Fiorentina a muoversi: ha parlato con l’agente Gustavo Goñi e sta riflettendo sull’eredità di De Gea. Il River Plate non vuole cederlo a gennaio: questa la linea dei due direttori sportivi Enzo Francescoli e Pablo Longoria, come ha raccontato TyC Sports. Una promessa fatta anche al tecnico Leonardo Ponzio, che alla fine di agosto è subentrato - insieme con il suo vice Marcelo Escudero - a Eduardo Coudet.
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