Sorrentino e quella volta che lo chiamò Maradona dopo l'Oscar: "Ero in aereo e l'hostess..."

Il grande regista, in uscita con il suo nuovo film Parthenope, svela un curioso aneddoto legato a Diego: "Con lui sono sempre stato sfortunato"
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I racconti inconfessabili e l'inconfondibile poesia di Paolo Sorrentino saranno i protagonisti della nuova puntata di Tintoria online su tutte le piattaforme da domani – martedì 22 ottobre – alle 12.30. Una chiacchierata che sembra quella tra vecchi amici, con Daniele Tinti e Stefano Rapone che hanno accompagnato l'ultimo premio Oscar italiano su un palco inedito per lui, quello dello Snodo Mandrione, davanti a una platea strapiena e divertita. Dal lancio del suo nuovo film Parthenope che arriva in sala il 24 ottobre fino agli inizi, Il regista ha raccontato alcuni aneddoti persino sui primi passi mossi nella scrittura seriale. Tinti e Rapone gli hanno chiesto se è vera la leggenda secondo cui lui abbia iniziato a lavorare come sceneggiatore a "Un posto al sole". "A qualcuno - di cui non farò il nome - ho scritto la puntata di prova per entrare a "Un posto al sole". Più d'una, sono svariate persone. Erano bravi e poi hanno scritto per conto loro, io mi sono occupato solo della puntata d'ingresso e li ho aiutati. Ma come sapete questa cosa? "Un posto al sole" era facilissimo, dovevi sempre chiudere con "primo piano su di lui - nervoso" perché era una regola base, loro chiudono sempre con il piano d'ascolto dell'attore sempre un po' sorpreso o ridanciano o frenetico. Mettevi un aggettivo...." .

Sorrentino e l'aneddoto sulla telefonata di Maradona

Sorrentino poi ha parlato anche del suo rapporto con Maradona, raccontando della telefonata ricevuta appena dopo aver vinto l'Oscar per la Grande Bellezza. "Con Maradona sono stato un po' sfortunato. Quando stavo tornando da Los Angeles con l'Oscar  mi chiamò ma avevo davanti l'hostess che mi diceva "Spenga il telefono, dobbiamo decollare". C'era un suo assistente al telefono che mi diceva che stava per passarmi Maradona e l'hostess mi minacciava quindi non riuscii a parlargli anche se era lì, a portata di telefono".


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